Sergio Venturi, commissario regionale per l'emergenza coronavirus in Emilia-Romagna è preoccupato e lapidario nella consueta diretta gionaliera dalla pagina Facebook della Regione Emilia-Romagna. Non ha dichiaratamente toni e forme colorite quanto efficaci come quelle del Presidente della regione Campania De Luca, ma il senso del discorso che arriva dopo avere snocciolato i drammatici dati di morti, contagiati e soggetti in terapia intensiva (saliti a 197), è analogo. Da ultimo avvertimento prima di andare a sbattere ed essere obbligati a prendere misure coercitive estreme. 'Quelle che in casa ci fanno stare per forza. Se non è più possibile ottenere un risultato positivo con inviti ed obblighi, bisognerà rendere le misure ancora più coercitive'. E rivolgendosi a chi non vuole rinunciare a passeggiate, ritrovi con amici, Venturi invita a pensare alle persone che senza sosta e abnegazione, e rischiando direttamente ('perché i dispositivi di sicurezza non proteggono totalmente e il personale sanitario si ammala per curare gli altri'), stanno lavorando negli ospedali. 'Non mettiamo a repentaglio posti letto soltanto perché abbiamo bisogno di fare una corsa mattutina, qui rischiamo davvero grosso e non possiamo permettercelo'
Dopo i dati Venturi si è soffermato anche su alcuni punti oggetto di alcune domande rivolte nelle scorse dirette social.
Sulle mascherine ha annunciato l'arrivo di altre forniture, che andranno a coprire anche i fabbisogni delle Cra: 'Ma bisogna considerare che l'Emilia-Romagna ha un fabbisogno di 100 milioni di mascherine. Abbiamo attivato tutti i canali di fornitura, agevolando anche la riapertura e la riconversione di aziende specializzate. Mentre stiamo adottando procedure validate dall'Istituto Superiore di Sanità per la sanificazione ed il riutilizzo'
Risposta anche sulla sanificazione delle strade pubbliche; 'Non serve a nulla - ha risposto Venturi - si fa per gli ambienti ospedalieri e contesti specifici, ma non nei luoghi pubblici e sulle strade in generale'
Gi.Ga.



