Una doccia fredda per le istituzioni e l’intero settore pubblico che punta ai finanziamenti ministeriali come leva e volano dei propri progetti e dei propri accordi di programma in tema ambientale.. La massima responsabile del settore del dicastero è stata perentoria: siamo passati dall'avere milioni di euro a disposizione allo zero assoluto. Una dichiarazione shock che fotografa una paralisi finanziaria senza precedenti, causata da una precisa scelta politica che ha visto i fondi ministeriali prosciugarsi per coprire il taglio delle accise sui carburanti. Un aspetto solo accennato nell'intervento e che approfondiamo con lei, a margine, al termine.
Una realtà tanto preoccupante quanto paradossale, se si considera quanto nelle scorse settimane è stato evidenziato anche da queste pagine, ovvero che contributi che il Governo ha deciso di erogare per calmierare i prezzi alla pompa sono stati vanificati in un lampo dai continui rincari, privando gli automobilisti e il mondo dell'autotrasporto di qualsiasi beneficio reale. Oggi scopriamo che hanno però l'effetto devastante di azzerare completamente le voci di spesa a disposizione del Ministero. Oggi non si sa per quanto tempo i forzieri rimarranno vuoti, né come si potranno finanziare i programmi già in essere. La situazione è talmente critica da bloccare persino i nuovi accordi con le Regioni per gli incentivi ambientali, spezzando quella catena di interventi strutturali.
Un vuoto di risorse che va di pari passo con emergenza sociale in campo energetico. Proprio mentre i finanziamenti spariscono, è la stessa direttrice Crotta a confermare dalla tacola rotonda dell'evento organizzato da Aess che la povertà energetica è ormai una piaga sistemica che coinvolge 4,7 milioni di cittadini italiani. Si tratta di persone che vivono nell'ombra di un disagio invisibile, costrette a rinunciare al riscaldamento d'inverno o al raffrescamento d'estate perché il reddito non permette loro di sostenere costi energetici gonfiati spesso da abitazioni che sono veri e propri colabrodo termici.
Senza i fondi del Ministero, viene meno la possibilità di agire anche su questo fronte, e in maniera strutturale.
Gi.Ga.



