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La prima uscita pubblica di Vannacci fuori dalla Lega è a Modena: 'Carroccio ha tradito gli ideali'

La prima uscita pubblica di Vannacci fuori dalla Lega è a Modena: 'Carroccio ha tradito gli ideali'
La prima uscita pubblica di Vannacci fuori dalla Lega è a Modena: 'Carroccio ha tradito gli ideali'

Si parte con uno show: un video con la promessa di 'scatenare l'inferno'. Polemica sul meccanismo del sorteggio per le domande dei giornalisti

Si parte con uno show: un video con la promessa di 'scatenare l'inferno'. Polemica sul meccanismo del sorteggio per le domande dei giornalisti


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La prima uscita pubblica del generale Roberto Vannacci fuori dalla Lega è a Modena e ad accoglierlo al Rmh di Baggiovara vi è una sala stracolma: 300 persone a sedere e tanti in piedi. Dopo lo show iniziale con tanto di video e promessa di 'scatenare l'inferno', dopo le polemiche sul meccanismo del sorteggio per accogliere le domande dei giornalisti, Vannacci entra nel merito dei temi di attualità.
Dice di non avere usato la Lega come un taxi, ma che è stata la Lega a cambiare idea sui propri ideali e accusa Salvini di aver rinnegato i valori in cui crede e poi ribadisce le sue tesi sulla remigrazione.

Remigrazione

'La remigrazione è uno strumento per porre rimedio alla scellerata politica immigratoria degli ultimi tempi - ha detto Vannacci -. La remigrazione quindi è uno dei punti del programma, certo, ma il fatto principale è l'identità del popolo, è la conservazione di quella che è la civiltà occidentale. La strategia delle remigrazione mira a salvaguardare la nostra economia e scardinare il collegamento tra criminalità e immigrazione, un legame comprovato anche dai dati del Ministero dell'Interno'.

Modena

Non manca nelle parole del generale un passaggio su Modena.
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'Modena era una città sicurissima quando io ho fatto l'Accademia, trent'anni fa si usciva, si lasciavano le macchine aperte, le case non avevano bisogno né di portoni blindati né di inferriate, nessuno ti accoltellava per la strada e invece oggi grazie a questa politica immigratoria appoggiata dalla sinistra, Modena è una delle città più insicure d'Italia - ha detto -. E non è un problema di percezione, ma è realtà. E' percezione per quelli che abitano nei quartieri alti, quelli che hanno la sicurezza privata, che non usano i mezzi pubblici, che si fanno accompagnare dall'autista, i radical chic dei Parioli, non so quali siano i quartieri alti a Modena, ma sicuramente la insicurezza non è una percezione per le persone che vivono ogni giorno la quotidianità di una città dove ormai è diventato impossibile tutto'.

Salvini e la Lega

Poi l'inevitabile approfondimento sull'addio alla Lega. 'Lealtà non vuol dire obbedienza cieca ed assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rifiutarsi di pensare e dovere vuol dire accettare le proprie responsabilità. Io non ho tradito proprio per niente. Anzi, io sono rimasto fedele ai miei principi, ai miei valori e a tutto quello che ho rappresentato dall'inizio ancora prima della mia vita politica.
Sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro nel quale rappresentavo questi valori. Perché sono andato via dalla Lega? Proprio per questo. Non è possibile nei giorni pari dire di essere identitari e sovranisti e nei giorni dispari dire invece di essere liberali e progressisti, come si proponeva il documento di Zaia - continua Vannacci -. Non è possibile i giorni pari fondare una campagna di diffusione pubblica dicendo basta armi all'Ucraina e poi il giorno dopo invece firmare il decreto di consegna delle armi all'Ucraina. Non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all'interno di una coalizione che la legge Fornero l'ha confermata e inasprita. Non è possibile dire che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi invece indire il 18 aprile una piazzata a Milano con il tema della remigrazione. Questa è la coerenza. Questa è la fedeltà agli ideali e ai principi. Non sono certo io il traditore. Hanno detto che ho abbandonato il posto di combattimento. No, mi risulta che io sia l'unico rimasto.
Ricordo poi che nella Lega mi è stato assegnato un incarico di vicesegretario, ma non mi è stata assegnata alcuna autorità e responsabilità. Non mi è stata data la possibilità di essere incisivo da un punto di vista politico. Tanto più che in Toscana mi sono trovato una Lega che ha remato contro. Tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri e gran parte dei dirigenti della Lega, ma non solo i dirigenti, anche i rappresentanti sul territorio hanno avuto dei confronti. Mi sono reso conto quindi che non era più possibile operare in quel contesto'.
'Il livore e la rabbia che molti esponenti della Lega hanno espresso nelle ultime 24 ore non saranno ripetuti da me: ho un altro stile. Dico soltanto che, nel momento in cui il contenitore che mi accogli, il partito, fa una cosa e ne dice un’altra, io non ci sto più: io non ho preso alcun taxi, semmai è quel taxi che ha cambiato direzione. Il mio obiettivo non è stare sul taxi, ma arrivare a una meta. Se il taxi cambia strada, io proseguo a piedi. Avrei potuto restare su quel taxi comodamente, viaggiando su strade asfaltate e veloci. Ma il problema delle strade asfaltate e veloci è che ci sono semafori rossi e segnali di dare precedenza. Invece, scendendo dal taxi, procedo a piedi con zaino, bussola e cartina: e non ci sono né stop né semafori rossi. Gli elettori non ci hanno votato per una casacca o per un partito. Chi sostiene che dovrei lasciare lo scranno da europarlamentare non conosce la Costituzione. La Costituzione italiana, all’articolo 67, stabilisce che ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione — con la N maiuscola — ed esercita le proprie funzioni senza vincolo di mandato. Il mandato è in capo all’eletto, non al partito. Se poi ricordiamo che alle elezioni europee 563.000 elettori hanno scritto “Vannacci”, è evidente che quel voto era rivolto alla mia persona. E se grazie a quei 563.000 voti la Lega ha ottenuto, oltre al mio seggio, altri due seggi aggiuntivi al Parlamento di Bruxelles, non vedo alcuna ingratitudine nei confronti della Lega. Anzi, forse dovrebbe essere la Lega a essere grata a me'.
Gianni Galeotti
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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