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'Nessun presupposto per chiusura scuole, ora vogliamo chiarezza'

'Nessun presupposto per chiusura scuole, ora vogliamo chiarezza'
'Nessun presupposto per chiusura scuole, ora vogliamo chiarezza'

In piazza a Modena le ragioni con cui il Tar dell'Emilia-Romagna ha annullato l'ordinanza regionale: 'Sui dati del reale contagio a scuola, muro di gomma'

In piazza a Modena le ragioni con cui il Tar dell'Emilia-Romagna ha annullato l'ordinanza regionale: 'Sui dati del reale contagio a scuola, muro di gomma'


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'Il numero dei focolai all'interno delle scuole, non tale da parlare di allarme e non a livello di quello riscontrato in tante altre istituzioni e attività ad oggi aperte, non era tale da procedere ad una chiusura generalizzata. Focolai che si scopre comprendono genericamente nei report istituzionali l'ambiente scolastico (termine poi modificato) e quindi non generati all'interno della scuola ma da contagi generati all'esterno e sommati statisticamente all'interno della scuola. Dati sui focolai stessi non forniti e quando forniti, non chiari, nemmeno agli statistici o ai medici. Poco trasparenti al punto da non riuscire a dimostrare, come il Tar ha sancito, il presupposto (o la mancanza di presupposto) statistico, per procedere alla chiusura. Un presupposto che dovrebbe valere anche nel momento in cui si motiva e si legittima l'apertura delle scuole'.

Sono alcuni dei rilievi e delle considerazioni riportate nuovamente in piazza a Modena nei giorni scorsi da docenti, genitori, insegnanti delle scuole ora chiuse e che chiedono il ritorno, in sicurezza (quella sicurezza che - dicono - era garantita prima della chiusura), della didattica in presenza.

Perché il problema non sta in una battaglia ideologica e a tutti i costi pro o contro la Dad, ma nella mancanza di presupposti che la dispongono al 100% a seguito della chiusura di tutte le scuole.
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E soprattutto nel momento in cui tutto il resto rimaneva e rimane sostanzialmente aperto. Compreso tanti esercizi, come i centri commerciali o altri luoghi pubblici di ritrovo, frequentabili ogni giorno da studenti e bambini.

L’aumento dei focolai in ambito scolastico rilevato fino al 21 febbraio, sarebbe “minore rispetto all’aumento osservato in caserme e la metà dell’aumento osservato in istituti penitenziari, e comparabile all’aumento osservato in tanti ambito lavorativi che rimangono aperti, ma la chiusura è stata riservata solo alle scuole. Perché?'

'Purtroppo quando chiediamo il perché ed i dati genitori e docenti si scontrano con un muro di gomma' - afferma Devrim Di Finizio, genitore sostenitore della didattica in presenza, ma anche medico ed esperto in statistica


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