Non è accettabile che le istituzioni restino in silenzio, trattando tutto questo come una nuova normalità, applicabile tanto a livello internazionale quanto locale'. Così Marcello Pini, storico rappresentante Si Cobas e aderente alla consulta modenese contro il riarmo e la guerra che questa mattina, 5 gennaio, ha organizzato un presidio in piazza Torre per contestare l'azione del governo degli Stati Uniti in Venezuela. In piazza, in modo improvvisato perché deciso in poche ore, ma comunque organizzato, ci sono gli esponenti delle associazioni che a nome della consulta hanno manifestato per Gaza e pro-Palestina, il 1 gennaio, nella stessa piazza, in concomitanza, ma autonomamente, con la Marcia Per La Pace. Oggi, in piazza, c'è anche Modena Volta Pagina, rappresentata da Lanfranco Turci, Enrica Manenti, del Movimento 5 stelle (presente al presidio anche l'1 gennaio con il capogruppo Giovanni Silingardi).Chiediamo direttamente a Marcello Pini di rispondere a chi accusa tali manifestazioni di rappresentare di fatto sostegno, anche se indiretto, a un regime autoritario: 'L'America Latina è fatta in gran parte di regimi autoritari. Le violenze contro attivisti per l’ambiente e i diritti umani sono una realtà quotidiana. In Venezuela esiste da oltre vent’anni un movimento popolare vastissimo che ha scelto il proprio governo attraverso elezioni verificate dall’ONU, rendendo l’esecutivo pienamente legittimo.
Può piacere o non piacere, ma resta inaccettabile che uno Stato estero rapisca un presidente, rimuova un governo e ne installi un altro: non può funzionare così. Se l’opposizione vincerà le elezioni, governerà. Non può essere una potenza straniera a decidere per un Paese sovrano'.'Siamo qui oggi anche in continuità con due anni di mobilitazioni ininterrotte per Gaza e la Palestina: parliamo dello stesso terreno, degli stessi valori e della stessa lotta contro l’oppressione' - afferma uno degli organizzatori alternandosi al microfono
'A Caracas abbiamo assistito a un colpo di Stato, al sequestro armato del presidente di un Paese sovrano e al tentativo evidente di accendere una guerra civile in Venezuela. Gli Stati Uniti, responsabili di questo ennesimo atto criminale, sono gli stessi che negli ultimi due anni e mezzo hanno sostenuto Israele nel suo conflitto, motivo per cui oggi, accanto alla bandiera venezuelana, è presente anche quella palestinese.
Siamo dentro una drammatica continuità di oppressione, sangue e neocolonialismo, ma anche dentro una continuità di mobilitazione contro tutto questo. Il primo dell’anno la Consulta contro il riarmo, insieme alle associazioni per la Palestina, si era riunita qui. Oggi si replica con la protesta contro l’azione statunitense in Venezuela'.L'ex Ministro Carlo Giovanardi, già critico rispetto al presidio pro-palestina dello scorso 1 gennaio, si trova in via Emilia centro quando è in corso il presidio i protesta all'azione USA e al nostro microfono rincara la dose: 'La considero una manifestazione a favore di un criminale che ha sulla coscienza 10.000 venezuelani uccisi. In tutto il mondo, milioni di venezuelani fuggiti da questo regime esultano per il suo arresto, ritenendolo responsabile di questi omicidi.
Storicamente gli alleati sono intervenuti in Germania e in Italia contro dittature aggressive come quella di Mussolini. Per questo considero l'analisi fatta dai manifestanti e questa manifestazione, completamente sbagliata'.


