Il Rave Party inteso come una TAZ, 'Zona Autonoma Temporanea' destinata a nascere all'improvviso, crescere e morire in breve tempo. Poche ore, un giorno, due, tre, o anche di più, oppure fino a quando la forza della legge (che i partecipanti chiamano della repressione), agisce, interrompendo il tutto. Una zona fuori dal tempo, dello spazio e della legge, che come tale viene ricreata altri spazi e in altri luoghi. Per dare in modo temporaneo, un'altra dimensione a quegli stessi spazi, riflettendo una società parallela al di fuori delle regole convenzionali, che in poche ore o in pochi giorni nasce cresce muore, per poi rigenerarsi chissà dove e chissà quanto. E come tale volutamente capace di ripetersi, oltre alle regole e alle leggi più o meno dure create per prevenirle e contrastarli. E' il senso dei Rave che Federico, ragazzo romano partecipante al grande evento di Modena, ci ha tenuto a descrivere. Come già, del resto, lo avevano fatti altri che per la prima volta, in tutte le fasi di svolgimento dell'evento, hanno voluto entrare in contatto con i giornalisti, creando momenti di confronto libero e aperto, all'interno e all'esterno di quel capannone la cui immagine ha fatto il giro d'Italia. Pur chiaramente nel rispetto dei diversi ruoli posti chiaramente all'interno o all'esterno dei confini della legge e della legalità. Dai quali è emerso uno spaccato che va oltre a quello dell'illegalità e dello sballo fino a se stesso. E che se certamente non giustificato va quantomeno ascoltato e compreso.
‘Rave, ecco l'idea che sorregge gli eventi nel mirino del Governo'
Federico di Roma spiega il rave come una TAZ, 'Zona Autonoma Temporanea', una microsocietà fuori dalla regole che nasce vive e muore in breve tempo, per poi rigenerarsi
Federico di Roma spiega il rave come una TAZ, 'Zona Autonoma Temporanea', una microsocietà fuori dalla regole che nasce vive e muore in breve tempo, per poi rigenerarsi
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