Esordisce così l'assessore regionale alla sanità Raffaele Donini parlando del tampone rapido di cui la Regione ha annunciato l'arrivo di un milione di kit. Una dichiarazione che in realtà fa emergere quello che contestualmente non emergeva dalla dichiarazione che nello stesso momento arrivava dalla Regione come nota stampa. Nella quale non si parlava affatto della non diagnosi da Covid e soprattutto non si parlava dei rischi legati all'utilizzo di tampone rapido in pazienti non gravi. Rischi elencati invece, nella stessa diretta Fb, da Cristina Mussini, Direttore della Struttura Complessa di Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena. E' a lei che l'assessore Donini passa ripetutamente lo stesso microfono sul quale strofina ogni tanto la stessa salvietta disinfettante, ed è lei che alla domanda su cosa ne pensi del tampone rapido, risponde così:
'Il tampone rapido va a cercare l'antigene, una molecola sulla superfiecie del virus. Il problema è che un soggetto ha tanto antigene e diventa positivo solo quando è grave. Non si riescono ad individuare i pazienti asintomatici paucisintomatici ed il rischio è di inserire in reparti non covid pazienti positivi ma con tampone rapido negativo e quindi creare una epidemia all'interno delle strutture sanitarie'.
Come dire, i tamponi rapidi non vanno considerati come un’alternativa ai tamponi classici, bensì come uno strumento complementare e capace di fare da primo filtro alla circolazione del Covid-19. Di fatto cosa ben diversa dal tampone molecolare classico. In sostanza la differenza tra tampone rapido e tradizionale non è soltanto nei tempi di risposta ma è fondamentalmente e soprattutto nel tipo di risposta.
E soprattutto il loro risultato non va preso come parametro per garantire l'accesso in un reparto covid rispetto ad un altro. Fatto sta che se l'intervento in diretta FB dell'assessore doveva servire a fare chiarezza non solo sull'andamento dell'epidemia ma anche sui tamponi, l'obiettivo non è stato raggiunto. O almeno se posti in relazione con i contenuti della nota stampa e con le dichiarazioni dai toni trionfalistici dell'assessore, quelli emersi dalla conferenza stampa con Ivan o un quadro ben diverso.
Una chiarezza che è diventata ancora più difficile da avere, per i non addetti ai lavori, ma questo per la complessità del campo, nel momento in cui la dottoressa Mussini è entrata nel merito delle modalità di utilizzo del tampone rapido.


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