Il feretro, partito dalle camere ardenti del Policlinico di Modena, è giunto all’Abbazia di Nonantola tra lunghi applausi. La bara di legno chiaro, ricoperta di fiori rossi, è stata accompagnata dai figli, dai fratelli e dalla mamma, Presente, in carrozzina, ancora sottoposto a riabilitazione post dimissioni dall'ospedale il marito Angelo, ancora debilitato dalle ferite riportate nell’attentato del 16 maggio. Toccante il contatto con bara, e l'abbraccio di parenti e degli amici di sempre. Quelli con cui Angelo e Monica condividevano tanti momenti. Tutti presenti con una maglia dedicata a lei con scritto 'Monica ci mancherai. Il mitico gruppo'. Ad accogliere il feretro, insieme ai sacerdoti, i sindaci di Nonantola, Tiziana Baccolini, di Modena Massimo Mezzetti, e Ravarino Maurizia Rebecchi. Tra le autorità presenti i consiglieri regionali Maria Costi e Giancarlo Muzzarelli. l'ex ministro Carlo Giovanardi e l'esponente di Forza Italia Antonio Platis. Nessun esponente del governo presente.
Dentro la chiesa, dove su richiesta della famiglia le riprese video non erano ammesse, il sacerdote Don Riccardo Fangareggi ha guidato la celebrazione con parole che, nell'omelia, hanno ricordato la figura di Monica, animata da spirito cristiano. 'I sentimenti che si affollano dentro di noi creano un grandissimo turbamento al quale possiamo trovare conforto nella famiglia, il primo punto di riferimento, la famiglia che Monica ha creato insieme al suo sposo. La famiglia, luogo principale della memoria, dell’eredità e della presenza di Monica' - ha affermato il sacerdote che a più riprese ha ricordato Monica mamma. 'Ogni madre giunge in paradiso, siamo certi che Monica continuerà ad essere moglie e madre dal cielo'. Parole che hanno fatto piangere molti, soprattutto i figli, stretti al papà, agli zii e alla nonna ottantenne.
Dopo l’omelia, l'intervento del sindaco di Nonantola, presente insieme ai sindaci di Modena e di Ravarino, dove l'attentatore viveva con la propria famiglia.
'Non esistono parole capaci di colmare il vuoto enorme che Monica lascia qui, in mezzo a noi' - ha affermato il sindaco Tiziana Baccolini che nel suo discorso ha ricordato i due mesi di speranza e angoscia, 'aggrappati alla tenacia di Monica, vittima di un gesto immane, ingiusto, assurdo, di una violenza inspiegabile e di fronte al quale non esiste consolazione immediata, ma solo la richiesta corale che la giustizia faccia il proprio corso'.
Poi il riferimento all'ultimo grande gesto di amore di Monica: la donazione degli organi. 'Mentre il dolore rischia di indurire e chiudere, Monica ha scelto di donare. Ha scelto la vita. È la vittoria più profonda della luce sulle tenebre'. E, rivolgendosi alla famiglia ha concluso: 'Sappiate che non sarete soli. Il ricordo di Monica vibra nei vostri cuori e nella storia della nostra città'.
Altro momento di grande commozione toccante in una cerimonia che ne ha avuti tanti, è stato il messaggio dei tre figli, scritto a nome dei tre dal diciottenne. 'Chi ti ha conosciuto sa che in te non c’è mai stato nemmeno un briciolo di cattiveria.
E ha concluso: “'i amo infinitamente, mamma'.
All’uscita dall'abbazia, ad attendere la bara, una marea di persone. Gli amici avevano proparato decine di palloncini bianchi da liberare in cielo sulle note di una canzone d'amore di Vasco Rossi. Quell'amore testimoniato dal silenzio del marito affranto con la sua mano appoggiato sulla bara. Come un carezza, L'ultima. La madre 80enne e sostenuta dai figli ma sembra lei la più forte. Le tante lacrime versate durante la carimonia lasciano il passo ad un atteggiamento determinato, che chiede giustizia. Per una figlia strappata troppo presto dalla vita e dai suo affetti. 'Ho ottanta anni anni ma ho ancora tanta forza' - dice ai tanti che la abbracciano. Un abbraccio collettivo che è durato più di dieci minuti, e che ha accompagnando Monica nell'ultimo viaggio terreno. Un abbraccio che dà forza e che ha unito una comunità che per voce del suo sindaco ora chiede giustizia.
Gi.Ga.



