I rappresentanti istituzionali dei soci pubblici di Autobrennero Spa, a fronte dei ricorsi depositati al Tar del Lazio contro il bando di gara per il rinnovo della concessione dell’A22, hanno recentemente proposto all’opinione pubblica una loro idea sia sul merito dei ricorsi che sull’importanza per i territori interessati degli investimenti previsti nello stesso bando di gara.
Comprendiamo la paura e il disorientamento che i ricorsi hanno causato a Istituzioni e Associazioni di categoria sia nel comparto ceramico del distretto sassolese che in quello interessato al tracciato cispadano. Gli stessi che poche settimane orsono, imprudentemente, avevano per l’ennesima volta brindato alla sicura vittoria della gara da parte di Autobrennero Spa e, di conseguenza, all’altrettanto sicuro avvio imminente dei lavori di Bretella e Cispadana autostradale.
I decisori politici locali e nazionali ed il sistema delle imprese dovrebbero abituarsi a dire tutta la verità e non nascondere sotto il tappeto la cruda realtà delle cose: la costruzione di bretella e cispadana autostradale, potenzialmente possibili solo se ad Autobrennero spa fosse attribuito il rinnovo della concessione A22, rappresentano comunque una sciagura per la salute delle popolazioni, per i rischi idrogeologici (15 km di asfalto sulla riva dx della Secchia, 67 km con l’effetto barriera del tracciato cispadano ad una altezza di
La logica di un simile ricorso è del tutto chiara. Si tratta di un conflitto tra monopolisti (senza nulla togliere all’importante presenza di Autobrennero nell’ambito del “corridoio trasportistico” del Brennero): sia la finanza di progetto che il diritto di prelazione rendono pressoché improbabile ai concorrenti non promotori del progetto di vincere la gara, rendendo quindi scarsamente invitante il parteciparvi. In questo contesto è sempre bene ricordare l’opportunità offerta a suo tempo dal Decreto dell’allora Ministra De Micheli per liquidare i soci privati di Autobrennero. Opportunità, non colta, con la quale si sarebbe potuto affidare la nuova concessione in “house” (ad Autobrennero interamente pubblica) in base alla norma europea n° 23/2014. Ora le condizioni sono altre e a queste è bene adeguarsi se non si vuole alimentare il conflitto in essere tra gestori di autostrade. A questo punto la palla passa comunque alla Giustizia Amministrativa (TAR) che dovrà sbrogliare la intricata matassa senza dimenticare il ruolo della U.E. in tema di concorrenza.
Riproponiamo quindi, a fronte dei ricorsi di Autostrade per l’Italia e Autostrada del Brennero spa che potrebbero bloccare per anni qualsiasi opera infrastrutturale alternativa di cui i nostri territori hanno pur grande bisogno, le soluzioni concrete che andiamo ripetendo da anni: realizzare i collegamenti ferroviari tra gli scali merci di Dinazzano e Cittanova , tra quest’ultimo e il polo logistico di Campogalliano, realizzare un casello “Modena centro” all’intersezione tra l’A1- A22 e la superstrada Modena Fiorano, completare la complanare di Modena , intervenire sulla pedemontana di Sassuolo. Sostituire la Cispadana autostradale con la realizzazione dei tratti mancanti della Cispadana a scorrimento veloce (già presente per 1/3) coniugando così una viabilità locale (C1 – strada a scorrimento veloce) con il potenziamento ferroviario Poggio Rusco-Ferrara-Ravenna (come già in atto da Parma a Poggio Rusco). Valorizzare (dove già presenti) e/o realizzare le indispensabili piattaforme intermodali di collegamento gomma-ferro e ferro-gomma.
Ricordiamo a cittadini e amministratori che, come dice l’urbanista Pileri “Ogni nuova impermeabilizzazione aumenta di 5-6 volte la quantità di acqua che rimane in superficie dopo una pioggia di media intensità e con essa la forza d’urto con la quale si abbatte su tutto”. Per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, ormai irreversibile, dobbiamo togliere cemento dovunque sia possibile, far viaggiare le merci su ferrovia per i medi e lunghi percorsi, costruire nuove linee ferroviarie tra Sassuolo, Maranello e Vignola, pretendere il prolungamento del raddoppio ferroviario, che si sta realizzando dal Brennero e Verona, fino a Bologna. E raddoppiare anche la linea Modena-Mantova-Verona, anziché realizzare la terza corsia dell’autostrada A22. Siamo dunque a ribadire, in forza di motivazioni e proposte oggettive, che la vera soluzione è la “cura del ferro” con il combinato disposto ferrovia - viabilità locale - piattaforme intermodali. Per un futuro economicamente, ambientalmente e socialmente sostenibile.
Comitato No Bretella CS-Sì Mobilità sostenibile - Coordinamento cispadano No Autostrada-Sì Strada a scorrimento veloce


