Articoli Società

'Affidare a personale delle cooperative anche i Pronto Soccorso aumenta la crisi del sistema'

'Affidare a personale delle cooperative anche i Pronto Soccorso aumenta la crisi del sistema'

I medici del servizio di emergenza urgenza, riuniti a Riccione in congresso, hanno evidenziato criticità e distorsioni del sistema. Interviene Speranza: 'Utilizzare anche gli specializzandi per risolvere situazioni complesse'


3 minuti di lettura

'C'è il problema delle cooperative, sembra che chiunque possa svolgere il nostro lavoro. Un neolaureato che aderisce a una cooperativa può coprire un medesimo turno con noi, senza nessuna competenza specifica, ma viene pagato fino a 4 o 5 volte di più. Molti si licenziano dall'ospedale per aderire alle coop e, attraverso queste, rientrare negli ospedali che dove lavoravano come liberi professionisti. La coop fa da intermediario con le aziende per assegnare turni e servizi, trattenendo una quota sulle singole prestazioni, che possono essere anche singoli turni. Così il lavoro in team non esiste più'

E' una delle criticità emerse a gran voce dai numerosi medici specializzandi intervenuti al  Congresso della Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza (Simeu), organizzato a Riccione, per dibattere sugli attuali problemi e delineare possibili soluzioni per il futuro.

Sono 600 i medici dell'emergenza e urgenza che nel 2022 hanno scelto di dimettersi dai pronto soccorso, al drammatico ritmo di circa 100 unità al mese. Un numero importante che va ad incrementare la carenza di questo tipo di figure nei terminal dell'emergena-urgenza. Sono 4.200 le unità tra medici e personale infermieristico che mancavano nei Pronto Soccorso italiani a novembre 2021; un numero che si calcola, salirà a 5.000 medici in meno entro fine 2022.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
E ciò per fronteggiare numeri di accessi ai Pronto Soccorso che aumentano. Un terzo degli italiani va in pronto soccorso ogni 12 mesi; il 45% di chi resta sulle barelle è in attesa di essere ricoverato.

Numeri emersi nel corso del convegno che ha coinvolto oltre mille medici e infermieri della medicina d'urgenza arrivati da tutta Italia al Palacongressi di Riccione.
Dovremmo lavorare anche usando gli specializzandi per porre rimedio alle situazioni più complesse che abbiamo di fronte a noi', ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo con un video messaggio al Congresso. 'Mi auguro che il lavoro che dovremo continuare a fare insieme ci aiuti a individuare proposte concrete che diano una risposta a un pezzo fondamentale del nostro comparto del servizio nazionale che voi rappresentate. Siamo consapevoli dell'importanza del vostro ruolo e della vostra funzione', ha concluso il ministro ricordando il tavolo di confronto istituito con Simeu.

Nel corso del Congresso il presidente nazionale Simeu, Fabio De Iaco, ha espresso la necessità di reclutare nuove forze dalle scuole di specializzazione, cambiando lo status giuridico degli specializzandi: 'Sono giovani medici, non vecchi studenti.
Secondo noi, è fondamentale che svolgano gli ultimi tre anni di specializzazione in ospedale dove potrebbero essere inquadrati come dirigenti con responsabilità commisurate alle competenze'.


'Non è possibile pianificare un futuro sostenibile senza considerare il proprio passato', ha poi sottolineato Salvatore Manca, past President Simeu, che ha presentato un excursus storico dal pre-Covid ad oggi, per porre l'attenzione sulla condizione presente.

Le ombre della medicina dell'emergenza sono state invece delineate da Francesco Pugliese, presidente del comitato scientifico del Congresso: 'La medicina di emergenza-urgenza ha sviluppato l'attuale senso di identità in 20 anni, raggiungendo disciplina e specializzazione- ha sottolineato.
Nel tempo, si sono sviluppate delle criticità che ora devono trovare soluzioni di sistema: il grave sovraffollamento del pronto soccorso; la carenza di personale, in prevalenza medico e l'integrazione tra il sistema di emergenza-urgenza pre-ospedaliero e ospedaliero'.

ll futuro della ricerca e dei vaccini è stato invece il tema toccato da Alberto Mantovani, professore emerito presso Humanitas University, direttore scientifico dell'Irccs istituto clinico Humanitas. 'I vaccini sono una conquista dell'umanità, un diritto, una sicurezza sulla vita per il futuro. La pandemia ha confermato questo- ha detto- La sfida del futuro è attraversare la dimensione del non conoscere per conoscere insieme, la scienza deve essere al servizio degli individui per una salute condivisa'.
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati