E' una delle criticità emerse a gran voce dai numerosi medici specializzandi intervenuti al Congresso della Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza (Simeu), organizzato a Riccione, per dibattere sugli attuali problemi e delineare possibili soluzioni per il futuro.
Sono 600 i medici dell'emergenza e urgenza che nel 2022 hanno scelto di dimettersi dai pronto soccorso, al drammatico ritmo di circa 100 unità al mese. Un numero importante che va ad incrementare la carenza di questo tipo di figure nei terminal dell'emergena-urgenza. Sono 4.200 le unità tra medici e personale infermieristico che mancavano nei Pronto Soccorso italiani a novembre 2021; un numero che si calcola, salirà a 5.000 medici in meno entro fine 2022. E ciò per fronteggiare numeri di accessi ai Pronto Soccorso che aumentano. Un terzo degli italiani va in pronto soccorso ogni 12 mesi; il 45% di chi resta sulle barelle è in attesa di essere ricoverato.
Numeri emersi nel corso del convegno che ha coinvolto oltre mille medici e infermieri della medicina d'urgenza arrivati da tutta Italia al Palacongressi di Riccione.
Dovremmo lavorare anche usando gli specializzandi per porre rimedio alle situazioni più complesse che abbiamo di fronte a noi', ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo con un video messaggio al Congresso. 'Mi auguro che il lavoro che dovremo continuare a fare insieme ci aiuti a individuare proposte concrete che diano una risposta a un pezzo fondamentale del nostro comparto del servizio nazionale che voi rappresentate. Siamo consapevoli dell'importanza del vostro ruolo e della vostra funzione', ha concluso il ministro ricordando il tavolo di confronto istituito con Simeu.
Nel corso del Congresso il presidente nazionale Simeu, Fabio De Iaco, ha espresso la necessità di reclutare nuove forze dalle scuole di specializzazione, cambiando lo status giuridico degli specializzandi: 'Sono giovani medici, non vecchi studenti.
'Non è possibile pianificare un futuro sostenibile senza considerare il proprio passato', ha poi sottolineato Salvatore Manca, past President Simeu, che ha presentato un excursus storico dal pre-Covid ad oggi, per porre l'attenzione sulla condizione presente.
Le ombre della medicina dell'emergenza sono state invece delineate da Francesco Pugliese, presidente del comitato scientifico del Congresso: 'La medicina di emergenza-urgenza ha sviluppato l'attuale senso di identità in 20 anni, raggiungendo disciplina e specializzazione- ha sottolineato.
Nel tempo, si sono sviluppate delle criticità che ora devono trovare soluzioni di sistema: il grave sovraffollamento del pronto soccorso; la carenza di personale, in prevalenza medico e l'integrazione tra il sistema di emergenza-urgenza pre-ospedaliero e ospedaliero'.
ll futuro della ricerca e dei vaccini è stato invece il tema toccato da Alberto Mantovani, professore emerito presso Humanitas University, direttore scientifico dell'Irccs istituto clinico Humanitas. 'I vaccini sono una conquista dell'umanità, un diritto, una sicurezza sulla vita per il futuro. La pandemia ha confermato questo- ha detto- La sfida del futuro è attraversare la dimensione del non conoscere per conoscere insieme, la scienza deve essere al servizio degli individui per una salute condivisa'.


