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Alluvioni: alla Fossalta quasi concluso il rinforzo da 3,5 milioni, ma bastera?

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Presentazione con l'Assessore Priolo dei lavori sul tratto modenese del Tiepido che dovrebbero evitare i danni da piene e rigurgito del Panaro. Ma la sicurezza del bacino e di via Emilia Est è ancora lontana


Alluvioni: alla Fossalta quasi concluso il rinforzo da 3,5 milioni, ma bastera?

Gli imponenti lavori di rinforzo e innalzamento arginale del torrente Tiepido a monte del ponte della Fossalta sulla via Emilia est sono conclusi, o quasi. Per un importo da 3,5 milioni hanno sostituito radicalmente quelli realizzati nel 2017 e spazzati via dalle piene del Tiepido e dalle ondate di rigurgito del fiume Panaro degli ultimi anni. L'ultima nel dicembre dello scorso anno, quando la piena del Tiepido non riuscì a sfogarsi nella confluenza del fiume Panaro, nemmeno un chilometro dopo il ponte della Fossalta, innalzando il livello dell'acqua al punto da superare gli argini, nonostante le opere di innalzamento in cemento armato realizzato.

Il Tiepido tracimò, per l'ennesima volta, invadendo case, attività produttive commerciali e strade, via emilia est compresa, chiusa al traffico. Danni ingenti, ancora da risarcire.


Da qui l'intervento straordinario per 3,5 milioni di euro, per scavare all'interno del bacino che a monte del ponte della Fossalta vede la confluenza con il torrente Grizzaga e per alzare ulteriormente gli argini a protezione degli abitati e delle attività. Per evitare che un'altra onda di rigurgito dal Panaro abbia gli stessi effetti.

Lavori da 3,5 milioni di euro a valle del ponte della Fossalta, quelli presentati oggi dall'Assessore regionale alla Protezione Civile Irene Priolo, sul posto insieme al sottosegretario alla presidenza della Regione Davide Baruffi e alla responsabile regionale della Protezione Civile Rita Nicolini, che si vanno ad aggiungere a quelli realizzati da Aipo a valle del Ponte nell'ultimo tratto di Tiepido prima dell'immissione nel fiume Panaro

“Queste opere- proseguono assessore e sottosegretario- eseguite tutte nel rispetto del cronoprogramma, sono una risposta significativa alle giuste richieste di chi vive e lavora in zona e sono un ulteriore tassello del grande impegno messo in campo per affrontare le criticità dell’intero nodo idraulico modenese, per il quale dopo l’alluvione del 2014 sono stati programmati interventi per 170 milioni di euro” - ha affermato l'Assessore Priolo. Ma è proprio all'interno del contesto di mancata messa in sicurezza se non di piene piccole e medie (Secchia TR20 e Panaro TR50 posto che tali parametri poco contano di fronte ad arginature fragili come quella del Panaro ceduta lo scorso dicembre) dei due principali fiumi modenesi.

Nodi ancora in sospeso: ponti e sedi stradali di via Emilia e Curtatona al di sotto del margine di sicurezza




E anche rimanendo al tratto della Fossalta del Tiepido rimangono aperti diversi dubbi, non fugati. Attualmente le arginature, a seguito dei lavori di rinforzo raggiungono un livello di oltre 80 cm più alto del ponte della Fossalta e, soprattutto, di un lungo tratto della via Emilia sia in direzione centro città che in direzione Bologna. Ciò significa che una ondata di piena importante esonderebbe in prossimità di case e attività, ma raggiungerebbe e invaderebbe comunque la via Emilia. Inoltre, c'è il problema di ponte e strada Curtatona. Oggetti di recenti lavori di consolidamento, dopo la piena e l'alluvione del dicembre scorso. Il piano stradale tutt'ora si trova addirittura ad un livello di circa 3 metri inferiore a quello raggiunto dall'innalzamento delle arginature nei pressi del ponte della Fossalta. In quel tratto gli argini si interrompono e su strada Curtatona, in caso di piena, l'acqua comunque uscirebbe. Le quote riportate sul piano strada e sui muretti di contenimento parlano chiaro. La quota della piena massima prevista in sicurezza segnata sul muretto arginale del ponte della Fossalta è a 35,8 metri sul livello del mare. Il livello della sede stradale è di poco al di sopra dei 34,8 segnato tra il ponte stradale e quello ciclopedonale, quindi circa un metro al di sotto del livelo massimo di piene e quasi due metri se si considera il franco di un metro tra il livello dell'acqua e la sede stradale che dovrebbe essere garantito. E, come evidenziano le quote riportate sul piano stradale abbiamo un livello di 32,85 metri nei pressi del passaggio del ponte di via strada Curtona, praticamente tre metri al di sotto del punto di piena raggiungibile in sicurezza dei nuovi argini alla Fossalta e due metri al di sotto del piano stradale del pinte della Fossalta


I lavori ultimati o in corso alla Fossalta spiegati dalla Regione

Per mettere in sicurezza la zona della Fossalta, è stato messo a punto un sistema di contenimento delle acque di piena, in uscita dalla Cassa di espansione, con l’adeguamento dell’arginatura in destra idraulica del Panaro e un nuovo argine in sinistra idraulica di raccordo con il muro esistente. I due cantieri, ultimati da Aipo con un investimento di circa 1 milione e mezzo di euro, fanno parte del pacchetto da 20 milioni investito finora per la sicurezza idraulica del fiume Panaro.

La modifica strutturale e in quota dei tratti di Tiepido e Grizzaga, dal valore di 3 milioni e mezzo di euro, è invece attualmente in corso da parte dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile. Le opere sono in stato particolarmente avanzato di realizzazione, per circa l’80%.

I tratti interessati dai lavori, sono la sponda sinistra e destra del Tiepido, a sud della via Emilia fino alla zona degli ex laghi di cava, e tutta la sponda sinistra del Grizzaga con consolidamento e sovralzo dell’argine esistente fino alla via Curtatona.

Data la complessità dell’intervento si è previsto di consolidare le sponde con fondazioni profonde costituite da una paratia continua di pali, per procedere poi alla loro ricostruzione. Si sono realizzati gabbioni metallici di protezione, per evitare franamenti dovuti alle acque di risalita, e verrà rifatto il muro di contenimento delle acque di piena.

Completa l’intervento l’adeguamento dei sistemi fognari, pubblici e privati. In collaborazione con Hera, Comune di Modena e gli altri soggetti interessati per garantire maggiore sicurezza si stanno eliminando gli scarichi che dalle aree urbanizzate attualmente interferiscono con le sponde in fase di consolidamento.

Dal sindaco di Modena, presente al sopralluogo, la ripresa di una idea abbandonata da più 30 anni: quella di una piccola cassa di espansione sempre a valle del ponte della Fossalta all'altezza del laghetto di cava esistente, da sviluppare in accordo con il privato e l’impegno della Regione.


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Redazione La Pressa
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