Articoli Società

'Bene sangue a bordo automedica, ma serve uniformità nel soccorso su tutto il territorio regionale'

'Bene sangue a bordo automedica, ma serve uniformità nel soccorso su tutto il territorio regionale'

Snami Emilia-Romagna plaude all'iniziativa a Modena ma ribadisce: 'L’Emilia-Romagna non può continuare ad avere livelli di risposta diversi da provincia a provincia'. E rilancia il mezzo avanzato sia con medico che infermiere a bordo


4 minuti di lettura

Snami Emilia-Romagna esprime apprezzamento per l’avvio a Modena del progetto “Blood on Board”, che consente la disponibilità immediata di sangue in automedica per il trattamento precoce dei pazienti con grave sanguinamento direttamente sul luogo dell’emergenza. Si tratta di una iniziativa di grande valore clinico e organizzativo, che conferma come l’emergenza territoriale medicalizzata sia oggi una branca sempre più avanzata, integrata e strategica della rete sanitaria.

Questa esperienza rappresenta un segnale importante e positivo. Non siamo più di fronte a un modello che possa essere descritto in termini riduttivi come semplice medicina “pre-ospedaliera”. Al contrario, il soccorso avanzato sul territorio è ormai una funzione clinica ad alta complessità, che interagisce in modo sempre più stretto con la rete ospedaliera, con i servizi trasfusionali, con le centrali operative e con i percorsi tempo-dipendenti.

La disponibilità di sangue direttamente sul mezzo di soccorso avanzato è il simbolo concreto di questa trasformazione: significa portare al paziente, nel momento più critico, competenze, terapie e capacità decisionali che fino a pochi anni fa erano considerate quasi esclusivo patrimonio dell’ospedale. Oggi, invece, scienza, tecnologia, organizzazione e formazione stanno ridefinendo i confini del sistema di emergenza-urgenza, rendendo il territorio un luogo di cura avanzata e non più soltanto di primo transito.

Per questo SNAMI Emilia-Romagna esprime convinto apprezzamento per il lavoro svolto a Modena.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
È un’iniziativa che merita riconoscimento perché va nella direzione giusta: quella dell’upgrade clinico, tecnologico e organizzativo di un settore che non può più essere pensato con logiche superate. Ma proprio perché questa strada è quella corretta, non può restare confinata a singole eccellenze locali.

Il vero tema oggi è un altro: l’Emilia-Romagna non può continuare ad avere livelli di risposta così diversi da provincia a provincia. Non è accettabile che in alcuni territori vi siano dotazioni, parametri e contingenti tali da garantire una presenza avanzata molto più forte, mentre in altri si registrano rapporti estremamente penalizzanti, fino ad arrivare, di fatto, a un solo medico per un’intera provincia. Una disomogeneità di questo tipo non è solo una criticità organizzativa: è una questione di equità, di qualità delle cure e di pari diritto dei cittadini a ricevere lo stesso livello di assistenza indipendentemente dal luogo in cui si trovano.

Come SNAMI Emilia-Romagna, sindacato maggioritario dei medici dell’emergenza territoriale, ribadiamo con chiarezza un principio per noi fondamentale: il mezzo di soccorso avanzato deve essere considerato tale unicamente quando vi siano contemporaneamente a bordo medico e infermiere.
Solo questa configurazione garantisce realmente quel livello avanzato di valutazione, trattamento e decisione clinica che le emergenze maggiori richiedono.
Proprio in questa prospettiva, auspichiamo che la Regione avvii rapidamente un percorso concreto per omogeneizzare i parametri tra popolazione, estensione territoriale e numero di mezzi di soccorso avanzato medicalizzati. L’obiettivo deve essere quello di avvicinarsi progressivamente a uno standard sempre più coerente con un rapporto di un mezzo di soccorso avanzato medicalizzato ogni 60.000 abitanti e per non oltre 350 chilometri quadrati di territorio e popolazione regionale. Questo deve costituire il riferimento verso cui tendere, per garantire ai cittadini dell’Emilia-Romagna una rete dell’emergenza davvero moderna, uniforme e giusta.

Accanto al tema dei numeri e della distribuzione dei mezzi, vi è poi quello, altrettanto decisivo, della qualità delle dotazioni cliniche. SNAMI Emilia-Romagna ritiene che debba essere data priorità a una checklist ampia, aggiornata, creata dai medici di emergenza territoriale e realmente coerente con l’evoluzione scientifica e con i bisogni clinici del soccorso avanzato. Il tema non riguarda solo la presenza del sangue a bordo, pur importantissima, ma più in generale la necessità di dotare tutti i mezzi avanzati di strumenti, dispositivi e farmaci adeguati a una medicina territoriale d’avanguardia.

In questo quadro, riteniamo prioritario aprire una riflessione seria anche sulla disponibilità di farmaci ad alto impatto prognostico, come i fibrinolitici, le amine, etc..
nei contesti in cui il loro impiego risulta appropriato e sostenuto dall’evidenza scientifica. La qualità di un sistema dell’emergenza si misura infatti anche dalla capacità di rendere disponibili sul territorio, in tempi utili, i trattamenti che possono davvero modificare l’esito clinico delle emergenze maggiori.

Non possiamo infine non rilevare una contraddizione politica e organizzativa che appare sempre più evidente. Mentre da un lato emergono progetti innovativi che confermano quanto il 118 richieda investimenti, competenze e una visione avanzata, dall’altro il nuovo accordo regionale della medicina generale — di cui il 118 fa parte — sembra aver concentrato gran parte dell’attenzione sull’apertura della guardia medica di giorno, senza che sia stato ancora affrontato in modo adeguato il tema del contingente dei medici di emergenza territoriale e degli infermieri di emergenza che devono presidiare il territorio.

È un errore di prospettiva che rischia di pesare molto. Perché un sistema serio deve anzitutto garantire risposta alle emergenze reali, tempo-dipendenti, potenzialmente letali; non può spostare il proprio baricentro verso la gestione di situazioni percepite come urgenti ma che spesso non appartengono alla vera emergenza, e talvolta sfiorano perfino il terreno del prioritario soddisfacimento anche dell’impropria domanda di prestazione.

Per questo SNAMI Emilia-Romagna guarda con favore al progetto modenese, ma allo stesso tempo richiama con forza la necessità di una scelta regionale più ampia, più coraggiosa e più coerente: valorizzare l’innovazione, sì, ma trasformarla in standard diffuso; rafforzare i mezzi, sì, e farlo ovunque; aggiornare le dotazioni, sì, ma insieme a un serio investimento sul personale e sulla presenza contestuale di medico e infermiere a bordo dei mezzi di soccorso avanzati.

Modena oggi indica una direzione giusta. Adesso però occorre fare il passo successivo: trasformare l’eccellenza in sistema, e fare in modo che il diritto a un soccorso avanzato medicalizzato, moderno e realmente efficace non dipenda più dalla provincia o, all’interno della stessa, dal CAP; in cui ci si ammala o ci si ferisce, ma sia garantito in modo uniforme a tutti i cittadini dell’Emilia-Romagna.

Roberto Pieralli - Presidente regionale Snami Emilia-Romagna
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.