'In relazione agli articoli pubblicati nelle ultime ore sulla confisca definitiva di alcuni beni nell’ambito delle misure di prevenzione, intendo fornire alcune precisazioni, correzioni'. Così, in una nota di replica a quanto comunicato ieri dalla Finanza, il ristoratore Biagio Passaro.
'La decisione riguarda una vicenda complessa, nata da ricostruzioni economiche elaborate dalla Guardia di Finanza di Modena, che hanno attribuito al sottoscritto disponibilità finanziarie ritenute non giustificate. Tuttavia tali ricostruzioni risultano oggi fortemente contestate anche in sede giudiziaria. Con sentenza del 10 marzo 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di Modena ha infatti annullato integralmente gli avvisi di accertamento fiscali fondati su quelle ricostruzioni contabili, circa 2 milioni di evasione derivanti dal procedimento 1018 di Bancarotta, oltre al fatto che già in primo grado sono stato assolto dal reato di autoriciclaggio e fondi covid - afferma Passaro -. Il Collegio leggendo la sentenza ha rilevato che: sono stati considerati imponibili versamenti che non lo erano, come rimborsi di prestiti, giroconti o trasferimenti tra familiari; l’Agenzia delle Entrate ha duplicato componenti positivi di reddito, determinando una doppia tassazione di somme già dichiarate o già tassate; è stata formulata una presunzione di redditi in nero senza che vi fosse alcuna prova concreta'.
'La stessa sentenza ricorda inoltre che il Tribunale del Riesame di Modena aveva già disposto il dissequestro dei beni, rilevando criticità nella ricostruzione economica effettuata dagli investigatori.
Nonostante questi elementi, il procedimento relativo alle misure di prevenzione si è concluso con la confisca definitiva. Tuttavia la vicenda non si fermerà a questo punto. I miei legali stanno predisponendo ricorsi e ulteriori iniziative giudiziarie. Ricorreremo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e altre azioni legali per far emergere le evidenti incongruenze di questa vicenda davvero un proprio obbrobrio. La confisca si fonda su ricostruzioni economiche che altri giudici hanno già ritenuto errate. È evidente che l’intera vicenda nasce da conteggi sbagliati. Confido che nelle sedi giudiziarie competenti emergerà la verità'.'Nei prossimi referendum sosterrò insieme al mio partito la DC il voto favorevole alla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri. Dopo anni passati nelle aule di tribunale ho potuto constatare quanto sia problematico che chi giudica e chi accusa appartengano allo stesso corpo. Chi arbitra una partita non può essere anche collega del presidente della squadra contro cui giochi. Per questo ritengo fondamentale separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri. Secondo me, una riforma della giustizia dovrebbe riguardare anche la responsabilità per errori gravi nelle indagini o nelle ricostruzioni economiche.
Passaro precisa infine che 'molti professionisti delle istituzioni svolgono il proprio lavoro con grande serietà, ma ritiene necessario rafforzare gli strumenti di controllo e responsabilità per evitare che eventuali errori possano produrre conseguenze ingiuste e provvedimenti a Doc o per visione politica diversa. Ci sono magistrati, investigatori e finanzieri di grandissimo valore. Proprio per questo è giusto che il sistema preveda anche strumenti efficaci per individuare e correggere eventuali errori e scartare come in ogni sistema chi svolge queste professioni per ideologia personali'.


