Mirco Zanoli, conosciuto Consigliere comunale della lista civica d'opposizione Rinascita Locale a San Cesario, e da sempre iscritto all'Anpi, commenta amaramente quanto è successo l'8 maggio scorso. 'Sono stato contattato dal referente locale dell'Anpi che mi invitava ad un incontro con il Presidente provinciale dell'Associazione Lucio Ferrari presso la Casa del Combattente. Già nel gennaio scorso ero stato convocato ad un analogo incontro. Forse si sarebbe parlato della messa in discussione del mio tesseramento dopo 30 anni ininterrotti, ma lo stesso presidente lo rinviò a data da destinarsi. Sinceramente a quasi 4 mesi di distanza e alla luce di alcuni atti consigliari presentati a mia firma e discussi su questioni come la mozione per chiedere di riconsiderare l'intitolazione di una via o una piazza a Giovanni Repetto, ex sindaco fascista, approvata invece con i voti del PD e di una lista di centro destra, credevo che l'Anpi volesse confrontarsi su questi temi'. Invece cosa è successo? 'E' successo che all'incontro, al quale mi sono recato insieme ad un collega consigliere comunale a Soliera, mi sono trovato a rispondere di tutt'altro. Ad esempio della mia partecipazione, documentata con tanto di foto del pubblico ad una conferenza estiva aperta a tutta la cittadinanza, di un giornalista appena tornato dalla Siria e che testimonianva il locale conflitto, organizzata nel 2017 da un circolo culturale connotato a destra. Una conferenza pubblica, aperta a tutti, in cui si presentava una testimonianza molto interessante. Inoltre mi hanno contestato mia presunta partecipazione, presunta nel senso che non ho partecipato, nel 2019, ad una iniziativa organizzata da una lista di Spilamberto in corsa in campagna elettorale che vede al suo interno una esponente leghista. Attribuendomi addirittura una frase che avrei pronunciato: 'la parola d’ordine è una sola categorica e impegnativa per tutti essa accende i cuori, vincere e vinceremo per un periodo di pace e di giustizia a Spilamberto'.
Cosa le è stato risposto? 'Che al sindaco di San Cesario sarebbbe stata fatta una telefonata, affermando che certe cose andrebbero lasciate nel cassetto e accusandomi di andare troppo sui giornali.
Da qui la decisione di ritirare la tessera prima che sia l'Anpi a non rinnovargliela? 'Esattamente, sono disgustato da questi metodi. Dopo 30 anni di iscrizione all'Anpi sono stato vittima di un processo sommario, condotto sulla base di insinuazioni totalmente avulse dalla realtà gravemente infondate che offendono, nel metodo e nel merito, quello spirito democratico che l'Anpi dovrebbe rappresentare. Lo ripeto, una associazione che usa questi metodi per me non rappresenta più i valori di democrazia, pluralità, libertà e trasparenza che l’avevano contraddistinta negli anni. Per questo sono io che non intendo più farne parte'
Gi.Ga.


