A fare il punto della situazione è Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Bologna. Le attività di tracciamento e screening, 'sono iniziati appena abbiamo avuto i primi casi'. La procedura è partita 'dopo la segnalazione di un medico, la settimana scorsa. Ma i lavoratori hanno contattato tardivamente il proprio medico - rileva Pandolfi - e questo non va bene. Serve molta responsabilità in questo momento'. Nei primi giorni di analisi, continua il dirigente Ausl, 'abbiamo trovato 47 dipendenti positivi, di cui sei sintomatici'. Ci sono inoltre 'altri 17 casi, riconducibili al focolaio lavorativo della Bartolini, tra familiari e conoscenti, di cui tre sintomatici'. Quindi in totale a ieri sono 64 i casi di covid-19, di cui nove sintomatici, con due ricoverati nei reparti covid degli ospedali bolognesi e tutte le altre persone in isolamento a casa. L'indagine è stata poi estesa anche ad altri contatti stretti, spiega ancora Pandolfi: altri lavoratori della Bartolini, familiari e conoscenti, che per ora però non risultano positivi. Si parla in ogni caso di altre 130 persone in isolamento a casa, alcune con tampone negativo e tutte sotto sorveglianza. 'Il focolaio al momento interessa solo i magazzinieri delle Roveri - ci tiene a precisare Pandolfi - non autisti, corrieri e impiegati. Ma faremo i tamponi anche a loro, per essere sicuri'. Ad oggi sono stati eseguiti 138 tamponi, che hanno determinato i 64 casi, e altri 190 sono stati fatti nella giornata di oggi.
'Il focolaio e' sotto controllo e sappiamo dove fare le indagini - assicura il responsabile Ausl - è probabile che ci sia un'evoluzione in crescita nei prossimi giorni. Anzi, piu' troviamo nuovi casi e meglio è, perchè vuol dire che la nostra attivita' sta funzionando'. Ma come è nato il focolaio? 'Il problema è che le regole vanno rispettate', risponde Pandolfi. Nella notte di giovedì scorso, il 18 giugno, l'Ausl ha fatto un sopralluogo a sorpresa nel magazzino di Bartolini alle Roveri, riscontrando mancanze e facendo alcune prescrizioni all'azienda (non sanzioni). 'Non tutti portavano la mascherina - riferisce il dirigente Ausl - non era sempre garantito il rispetto delle distanze e c'erano alcune mancanza anche sulla gestione dei locali in termini di pulizia'.
Bartolini spiega anche di aver effettuato 'un'ulteriore profonda sanificazione degli ambienti, condotta da aziende certificate e specializzate, in aggiunta a quelle previste dal protocollo interno predisposto in ottemperanza delle disposizioni ministeriali'. Inoltre, conferma la ditta, 'con l'obiettivo di tutelare al massimo la salute di clienti, fornitori e collaboratori diretti ed indiretti, in data odierna sono stati sottoposti a tampone altri 170 lavoratori, tutti i drivers e i dipendenti operativi della filiale'. Come è logico, nonostante la situazione 'sia stata affrontata con tempestività e adottando tutti gli accorgimenti necessari - afferma Bartolini - stiamo registrando un rallentamento sulle consegne gestite dall'hub di Bologna Roveri'. L'azienda ricorda di aver istituito un comitato ad hoc fin dall'inizio dell'emergenza sanitaria 'che controlla costantemente la situazione, per elaborare i diversi scenari al fine di adottare tutte le misure necessarie a salvaguardare la sicurezza e la salute di chiunque interagisca con il network'.



