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Covid, quando Djokovic donava milioni agli ospedali ed era un eroe...

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E disse: 'A me non interessa che si sappia, a meno che non possa servire per sensibilizzare altri potenziali donatori ad imitarmi'


Covid, quando Djokovic donava milioni agli ospedali ed era un eroe...

Niente visto per Novak Djokovic, niente ingresso in Australia grazie ad un’esenzione per disputare il primo Slam stagionale. Secondo la stampa locale, il numero uno del mondo è già stato informato e dovrà lasciare Melbourne, mentre i suoi avvocati avrebbero già impugnato il provvedimento. Nole non avrebbe fornito prove adeguate per dimostrare la sua esenzione. Il caso rischia di diventare anche politico visto l’intervento delle diplomazie.
Il serbo era rimasto bloccato sull’aereo prima dello sbarco e poi messo in isolamento dopo il suo arrivo. Dopo aver annunciato di avere ricevuto un’esenzione medica al vaccino che gli avrebbe permesso di partecipare agli Australian Open, è atterrato alle 23.30 locali ma si è trovato subito alle prese con un problema di visto nella stanza dell’aeroporto di Tullamarine dove erano presenti anche due poliziotti.
L’entourage di Djokovic non sarebbe stato in possesso del documento giusto per entrare in Australia e a quel punto gli agenti avrebbero messo al corrente le autorità dello stato di Victoria, dove si trova Melbourne, chiedendo il necessario per regolarizzare la posizione del serbo, mentre il governo regionale avrebbe girato la richiesta a quello federale. Tutto confermato da un tweet del ministro dello stato di Victoria, Jaala Pulford: “Il governo federale ci ha chiesto se supportiamo la richiesta di visto di Novak Djokovic per entrare in Australia. Non lo faremo. Siamo sempre stati chiari su due punti: lo studio delle domande di visto è una prerogativa del governo federale e le esenzioni mediche una prerogativa dei medici”. L’epilogo finale è il visto negato e il ritorno di Djokovic a casa senza Australian Open.

Ora il campione di tennis viene preso di mira, in modo pressochè unanime, per la sua scelta di non vaccinarsi e per l'esenzione ottenuta. E' passato poco più di un anno da quando la stampa mondiale esaltava il serbo per la sua generosità sul fronte della lotta al Covid.
Il numero 1 del tennis mondiale Novak Djokovic e la moglie Jelena nel 2020 avevano infatti fatto una ingente donazione agli ospedali di Treviglio-Caravaggio e Romano di Lombardia, pare di un milione di euro. Non solo: il tennista con la sua fondazione poche settimane prima aveva donato un milione di euro per l'acquisto di respiratori e materiale sanitario per la Serbia, suo paese natale, per contrastare la pandemia di Coronavirus. 'Mai ci saremmo aspettati di vedere anche sul conto corrente della nostra ASST Bergamo Ovest, - disse Peter Assembergs, direttore generale dell'ASST - una donazione con un così prestigioso mittente. La donazione di Djokovic 'ci permetterà di ammodernare e di ingrandire la shock room della terapia intensiva dell'Ospedale di Treviglio che durante l'emergenza COVID è il cuore delle attività rianimatorie. Mi ha colpito che il numero 1 ATP abbia detto 'a me non interessa che si sappia, a meno che non possa servire per sensibilizzare altri potenziali donatori ad imitarmi''.



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