Ha quindi lamentato l'insufficienza di risorse per i servizi e ha rilevato la necessità di ridurre le esternalizzazioni. E' stata ascoltata durante la stessa seduta anche Daniela Scrittore, funzionaria del Comune di Reggio Emilia per le politiche familiari. Sollecitata dai consiglieri a esprimersi sul caso Val d'Enza, ha commentato i numeri degli affidi nella provincia di Reggio Emilia: 'Non si tratta assolutamente di numeri 'anomali'- ha detto- ma sono numeri 'compositi', nel senso che comprendono sia gli affidi consensuali che giudiziali, a tempo pieno e a tempo parziale'.
Parliamo, infatti, per il 2017, di 133 casi di affidi a tempo parziale consensuale, 13 di tempo parziale giudiziale, 26 di tempo pieno consensuale e 180 di tempo pieno giudiziale. 'Se qui ci sono più affidi è perchè li preferiamo agli inserimenti in comunità, pensiamo che la famiglia sia sempre una soluzione migliore per i bambini'.
Parlando del Centro La Cura e del ricorso alle consulenze dell'Associazione Hansel e Gretel, Scrittore ha poi denunciato carenza di spazi e di risorse: 'Perchè i Comuni ricorrono a centri privati? Perche' il servizio pubblico in ambito sanitario purtroppo spesso non è sufficiente e non sempre riesce a garantire la cura. Non abbiamo luoghi adatti per fare colloqui e accogliere gli utenti. È come dire alle famiglie: 'Ti ho fatto una buona diagnosi, ma ora non posso metterti a disposizione il trattamento''.


