
'Due importanti studi di sorveglianza attiva hanno mostrato un’incidenza di mio-pericarditi e miocarditi subcliniche rispettivamente del 2,33% in adolescenti (Tailandia), dopo la 2a dose del vaccino Pfizer; e 2,8% in sanitari adulti (Svizzera), dopo la 3a dose del vaccino Moderna - ricorda in una nota la Commissione medico scientifica indipendente -. Si tratta di valori circa 1000 volte maggiori di quanto riporta la sorveglianza passiva (che rileva solo parte dei casi clinicamente manifesti e diagnosticati)'.
In questo contesto la Commissione CMSi 'propone una verifica semplice, concreta, economica a Governo, Regioni e Autorità sanitarie, per escludere o confermare e quantificare questo possibile e serio rischio'.
'I primi destinatari della verifica potrebbero essere soggetti in buona salute e di età inferiore ai 50 anni, per i quali un’indicazione alla vaccinazione-rivaccinazione Covid non sarebbe proprio da porre secondo questa Commissione. E ciò anche perché la mortalità dei soggetti di età inferiore ai 50 anni nel 2020 era stata inferiore a quella media del quinquennio precedente, e perché l’obiettivo di vaccinare per proteggere gli altri pare in larga misura abbandonato anche dalla circolare ministeriale sulla campagna autunnale e invernale di vaccinazione anti-Covid 19 (anzi, le prove scientifiche più recenti, illustrate anche con la seconda lettera aperta all’Oms, mostrano ormai una suscettibilità a infettarsi nel tempo maggiore nei vaccinati, in proporzione alle dosi ricevute) - scrivono i membri della Commissione Alberto Donzelli, Marco Cosentino, Maurizio Federico, Patrizia Gentilini, Eduardo Missoni, Panagis Polykretis, Sandro Sanvenero, Eugenio Serravalle -. Le prove di ciò non sembrano più controvertibili: si consideri ad esempio quanto documentato nei 51.000 operatori della Clinica Cleveland dell’Ohio (immagine sotto).

'Fermo restando che soggetti inferiori a 50 anni non andrebbero incoraggiati a vaccinarsi, non si esclude che vi saranno richieste anche di persone in questa fascia d’età. Nei loro confronti il Ministero della Salute, o anche solo un Centro Regionale di Farmacovigilanza, in coordinamento con Centri vaccinali e Unità di Cardiologia e Laboratori diagnostici, potrebbe offrire in modo gratuito accertamenti sul modello di quanto attuato in Tailandia, immediatamente prima e pochi giorni dopo la seconda, terza o quarta dose'.


