'Il messaggio da cogliere è invece un altro: l'aumento della temperatura genera fenomeni naturali e meteo estremi, che vanno contrastati alla fonte. A cominciare dalla salvaguardia ambientale dei fiumi, ridotti a canali spogliati dalla vegetazione riparia (che svolge cruciali compiti depurativi), e veicolo di scarichi contenenti fosforo e azoto provenienti da allevamenti intensivi e da agricoltura industriale. Nutrienti che, potenziati dagli effetti dell’emergenza climatica, innescano il fenomeno delle mucillaggini. Occorre intervenire sugli allevamenti e sull'agricoltura industriale e imparare a gestire i fiumi come habitat viventi - chiudono Zamboni e Galletti -. Questo richiede la messa in campo di politiche graduali, ma serie e determinate, di conversione e riqualificazione ambientale, se vogliamo un mare pulito. La scorciatoia delle piscine, già bocciata dalla Regione a inizio degli anni '90 dopo la prima esplosione delle mucillagini, è un diversivo che non agisce sulle cause del problema e che può semmai creare altri problemi. Bisogna tornare alle misure preventive, come si fece negli anni '80 e '90 quando fu prima tolto il fosforo dai detersivi e, dopo lunghe lotte con in testa i Verdi, fu realizzato il depuratore a Milano per ridurre gli inquinanti che finivano nel Po, e da lì al mare. Dare per perso il mare e proporre di sostituirlo con una marea di piscine in spiaggia indica che si preferisce persistere in un modello sbagliato e insostenibile invece di guardare la realtà in faccia e predisporre i necessari cambiamenti'.
'Mucillagini, il problema va risolto alla fonte'
Paolo Galletti e Silvia Zamboni, coportavoce Europa Verde - Verdi Emilia-Romagna puntano il dito su scarichi di allevamenti intensivi e da agricoltura industriale. 'Elementi che con l'innalzamento delle temperature innescano fenomeni estremi. Le piscine non sono la soluzione'
'Il messaggio da cogliere è invece un altro: l'aumento della temperatura genera fenomeni naturali e meteo estremi, che vanno contrastati alla fonte. A cominciare dalla salvaguardia ambientale dei fiumi, ridotti a canali spogliati dalla vegetazione riparia (che svolge cruciali compiti depurativi), e veicolo di scarichi contenenti fosforo e azoto provenienti da allevamenti intensivi e da agricoltura industriale. Nutrienti che, potenziati dagli effetti dell’emergenza climatica, innescano il fenomeno delle mucillaggini. Occorre intervenire sugli allevamenti e sull'agricoltura industriale e imparare a gestire i fiumi come habitat viventi - chiudono Zamboni e Galletti -. Questo richiede la messa in campo di politiche graduali, ma serie e determinate, di conversione e riqualificazione ambientale, se vogliamo un mare pulito. La scorciatoia delle piscine, già bocciata dalla Regione a inizio degli anni '90 dopo la prima esplosione delle mucillagini, è un diversivo che non agisce sulle cause del problema e che può semmai creare altri problemi. Bisogna tornare alle misure preventive, come si fece negli anni '80 e '90 quando fu prima tolto il fosforo dai detersivi e, dopo lunghe lotte con in testa i Verdi, fu realizzato il depuratore a Milano per ridurre gli inquinanti che finivano nel Po, e da lì al mare. Dare per perso il mare e proporre di sostituirlo con una marea di piscine in spiaggia indica che si preferisce persistere in un modello sbagliato e insostenibile invece di guardare la realtà in faccia e predisporre i necessari cambiamenti'.
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