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Nuova sede Sert: massimo ribasso, ditta fallita, lavori riaffidati

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La conclusione dei lavori in via Nonantolana slitta a dicembre 2020. CTI di Modena subentra alla TES di Caserta vincitrice con ribasso del 41%, ma poi fallita


Nuova sede Sert: massimo ribasso, ditta fallita, lavori riaffidati

Un'altra storia di fallimento, con danni a servizi e a finanze pubbliche, legate alle inadempienze di ditte che si aggiudicano appalti per la realizzazione di opere pubbliche, proponendo ribassi record, anche oltre il 40%, come si credeva non fosse più possibile, ma come è successo invece nel caso esaminato. Ribassi tali, soprattutto se legati a ditte da fuori provincia e regione, senza sedi operative e logistiche dirette nei territori in cui dovrebbrero operare (e quindi obbligate a maggiori costi di esercizio), e che dovrebbero fare forse scattare qualche campanello d'allarme preventivo. Che invece, evidentemente, non è scattato, procedendo con i relativi affidamenti portando a conseguenze tanto negative quando prevedibili e, poco giustificabili, trattandosi di opere a gestione e a controllo pubblico e con in ballo, appunto, denaro pubblico.

Questa storia si riferisce al cantiere per la realizzazione della nuova sede del Sert, in via Nonantolana 1010. Un'opera attesa da anni, programmata, almeno negli indirizzi politici, da almeno 10, per risolvere le criticità legate all'attività della sede del Sert in via Sgarzeria, in pieno centro a Modena, nelle immediate vicinanze di due istituti scolastici. Dopo anni di accesi dibattiti politici sulla necessità di individuare una nuova sede, ecco che viene individuato un terreno. Fuori dall'anello della tangenziale ma ancora in posizione centrale, in zona Torrazzi. L'ausl di Modena, attraverso la regione, istruisce il bando per l'appalto dell'opera.  Siamo agli inizi del 2017. Alla gara si presentano 12 ditte, con le rispettive offerte, composte da elementi tecnici, economici e di ribasso. Le offerte vengono giudicate ammissibili ma nonostante l’appalto sia pubblico, viene data priorità a chi fa il prezzo più basso. Tra le ditte che concorrono all'affidamento dei lavori c’è la TES, azienda con sede a Marcianise, in provincia di Caserta, che vince su tutte sbaragliando la concorrenza delle altre 11 ditte, proponendo un ribasso di oltre il 41%. Si, il 41,76%. Accaparrandosi i  lavori per 760.000 del valore dell’appalto. Siamo al settembre 2017.

I lavori iniziano ma presto tutto si blocca a livello di fondamenta. Ruspe e persone spariscono dal cantiere che viene chiuso e abbandonato. Seguono mesi di stop. E' chiaro che la ditta è in difficoltà. La conferma la fornisce una situazione analoga, che si sta verificando a Carpi, in un altro importante cantiere Ausl. Quello per la realizzazione della nuova Casa della Salute. La ditta che ha vinto l'appalto, sempre al massimo ribasso, è la stessa. La Tes con sede della provincia di Caserta. Anche il cantiere della Casa della Salute di Carpi subisce la stessa sorte. Abbandonato dalla ditta e chiuso. Il degrado avanza, al punto che lo scorso mese il cantiere finisce al centro delle segnalazioni anche per la presenza di enormi ristagni di acqua piovana nelle fondamenta, che creano l'ambiente ideale per la proliferazione di zanzare ed insetti. 

Tornando all'abbandono del cantiere, nel dicembre del 2018 arriva la sentenza che certifica il fallimento della ditta di Caserta. E' la conferma che quella ditta non tornerà più ed il lavori nei due cantieri rimarranno ancora fermi, fino a data da destinarsi. Saltano ovviamente le scadenze per la consegna dei lavori e per la realizzazione dell'opera. La sede del sert di Modena doveva aprire ed inaugurare lo scorso maggio. Ma come già documentato anche da La Pressa a quella data non c’era nulla. Cantiere chiuso.

Per sbloccare la situazione l’Ausl avvia nella primavera di quest'anno le procedure per riaffidare i lavori. Sia a Carpi che a Modena. Per riprendere, e nella speranza di concludere, il cantiere della nuova sede del Sert di Modena gli uffici tecnici dell'Ausl scorrono l’elenco delle 12 ditte che avevano presentato offerte e tra queste viene scelta la RTI Impresa generale di Modena (già titolare di importanti affidamenti anche recenti a Modena, come il Data Center di Modena). L'affidamento ufficiale arriva nei primi giorni di luglio. Nei giorni scorsi la ripresa dei lavori confermati anche oggi dalla presenza di operai all’interno e di gru in movimento. Cambia il cartello che indica le caratteristiche del cantiere e i tempi. Sparisce la TES di Marcianise e appare la CTI di Modena. Importo dei lavori poco più di 600 mila euro. Scadenza per la consegna dell'opera finita fissata al dicembre 2020, un anno e mezzo dopo l'apertura prevista. Che considerando i ritardi medi delle opere pubbliche italiane e modenesi e nel mezzo il fallimento della ditta costruttrice ed il riaffidamento dei lavori, non è nemmeno tanto. Analoga procedura di riaffidamento per la casa della salute di Carpi. Due casi analoghi che rispecchiano i limiti ed i rischi connessi all’affidamento di opere pubbliche al massimo ribasso e che confermano la necessità di filtri e controlli preventivi (oltre che a questo punto anche successivi), tali da scongiurarne il futuro ripetersi.

Gianni Galeotti 



Redazione La Pressa
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