Rispetto all’obbligo vaccinale legittimato dalla Corte Costituzionale un quotidiano ha riportato: “All’obiezione sul vaccino che non blocca l’infezione, replica l’avvocato Tomiola (dello Stato) ‘l’efficacia dei vaccini è evincibile dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità/Iss, che comprovano che due terzi delle persone non si ammalano, pertanto la critica non tiene conto della realtà obiettiva’”.
“L’aspetto paradossale è che nessuno pare abbia smentito tale affermazione presentando i dati dell’Iss, che mostrano oggi una realtà obiettiva ben diversa”, sostengono i firmatari di questa mozione.
“Proviamo a illustrarli - dicono i firmatari della Commissione - con riferimento al Bollettino Iss del 23 novembre l’ultimo pubblicato, e riprendendo nei grafici allegati i dati delle Tabelle corrispondenti nella serie dei Bollettini Iss settimanali da gennaio 2022.
La realtà documentata dai dati Iss - riferisce la Commissione - è che oggi rispetto ai non vaccinati di pari fascia d’età:
• i bambini di 5-11 anni con due dosi di vaccino si infettano il 30,4% in più
• i giovani 12-39 anni con booster si infettano il 22% in più
• gli adulti 40-59 anni con booster si infettano il 56% in più
• gli anziani 60-79 anni con booster si infettano ormai il 2% in più dei non vaccinati, e se fermi a 2 dosi (dunque probabilmente più distanti dall’ultimo inoculo) si infettano il 7% in più.
Entrando nel merito la Commissione indica che 'i dati italiani sono coerenti con un gran numero di studi internazionali presentati in occasione del Congresso POLI-COVID-22 appena svoltosi a Torino, che chiunque può visionare nelle slide (riportate anche sul sito della CMSi) o in videoregistrazione, richiedendo gli studi integrali da cui sono tratte, se avesse difficoltà a reperirli.
In particolare, si segnala la documentata presentazione del professor John Ioannidis epidemiologo dell’Università di Stanford, che ha mostrato- spiegano- come i vaccini non abbiano avuto praticamente effetto nel contenimento dell’ondata epidemica e ha richiamato la necessità, nella corrente fase endemica, di avviare rigorosi studi randomizzati prima di procedere a ulteriori booster sulla generalità della popolazione.
“Chi volesse aggrapparsi al cavillo che rischio di infezione non significhi anche rischio di trasmissione, trova risposta – rispondono i medici della Commissione Indipendente – in un grande studio israeliano (Woodbridge et al. Nat Commun 2022;13:6706), che mostra che la carica virale (buona approssimazione del rischio di trasmissione, in relazione inversa con il numero dei cicli di amplificazione con la PCR-RT) a 70 giorni dalla 3a dose precipita già sotto al livello dei non vaccinati, con una pendenza della curva di discesa non certo rassicurante. Alla luce dei dati ufficiali esposti, salvo prova contraria che emergesse in un dibattito scientifico che invitiamo ad aprire, chi ha portato fuori strada la Consulta con affermazioni contrarie a quanto emerge dai
Fonte Dire www.dire.it


