Occhio alle zecche, all'origine della malattia di Lyme
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Occhio alle zecche, all'origine della malattia di Lyme

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Le indicazioni del Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena su come tutelarsi. Dal 2018 ad oggi le segnalazioni di malattia, in provincia sono state 82


Occhio alle zecche, all'origine della malattia di Lyme
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Può bastare una piccola puntura, a volta impercettibile, per esporsi a patologie anche gravi. Per questo in estate, soprattutto se si trascorre molto tempo in mezzo alla natura, è importante prestare attenzione alle zecche, presenti non solo nei boschi in Appennino, ma anche nelle aree cittadine nei parchi e nei prati urbani, in particolare nell’erba alta in zone d’ombra, con clima caldo e umido. La puntura di questi piccoli artopodi può provocare conseguenze pericolose quali la malattia di Lyme e la meningoencefalite da zecca.

La malattia di Lyme è generata da un batterio chiamato Borrelia e colpisce prevalentemente la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. Si manifesta prevalentemente con un eczema nel punto del morso, una lesione circolare non dolorosa con il bordo rosso vivo e l’interno più chiaro che, con il passare dei giorni, si allarga e si può spostare sulla pelle.

La malattia di Lyme può provocare cefalea, febbre, artralgie, dolori muscolari e se non viene curata può diventare cronica.

Dal 2018 ad oggi risultano 82 segnalazioni di Malattia di Lyme, con numeri in costante calo: 34 nel 2018, 14 nel 2019, 20 nel 2020, 7 nel 2021, 5 nel 2022, 2 nel 2023 (1 nel Distretto di Carpi e 1 nel Distretto di Sassuolo). Di queste segnalazioni, 73 sono i casi confermati: 29 nel 2018, 12 nel 2019, 19 nel 2020, 6 nel 2021, 2 nel 2022.

La prevenzione
Per prevenire le punture di zecca, quando ci si reca in boschi, parchi e aree naturali in genere, l’arma migliore è la prevenzione personale, sottolinea il Servizio veterinario dell’Azienda USL di Modena, attraverso diverse azioni:
- evitare, se possibile, di camminare nell’erba alta e rimanere su sentieri segnati
- tenere sfalciati i cortili, indicazione, quest’ultima, particolarmente raccomandata per le aree verdi delle scuole.


- quando ci si reca in ambienti a rischio indossare maglia e pantaloni lunghi calzini alti e bianchi (per rendere più visibili eventuali insetti) e scarpe chiuse. Può essere utile utilizzare sulla pelle prodotti repellenti purché specifici contro le zecche.
- lavare i vestiti a una temperatura superiore ai 30 gradi
- una volta tornati a casa è fondamentale un controllo approfondito del corpo, dalla testa ai piedi, per individuare eventuali presenze di zecche, che possono assomigliare a piccoli nei.

Se si dovesse scoprire di avere una o più zecche conficcate nella pelle bisogna rimuoverle utilizzando le pinze specifiche per zecche che si possono acquistare in farmacia. L’animale va estratto all’attaccatura della pelle, senza utilizzare sostanza chimiche (alcol, olii, creme, spray). Dopo la rimozione la pelle va disinfettata e qualora il pungiglione dovesse rimanere nella cute non ci si deve allarmare: è sufficiente estrarlo con l’aiuto di una pinzetta o di un ago disinfettato.

La cosa importante è individuare e rimuovere la zecca al più presto, nella stessa giornata, prima che possa iniettare la saliva potenzialmente infetta (cosa che avviene dopo diverse ore). Se possibile, è utile conservare la zecca all’interno di un contenitore chiuso e consegnarlo al Servizio Veterinario dell’Azienda Usl per successive analisi.
Nei successivi 30-40 giorni è necessario controllare la zona della puntura per verificare eventuali reazioni. Se dovessero insorgere infezioni localizzate (eczemi), febbre e dolori articolari bisogna contattare subito il proprio medico.

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