Osama e suo figlio Mohamed non hanno esitato ad intervenire nella situazione e in aiuto di Luca Signorelli che, a terra, stava per essere accoltellato. Un gesto istintivo, rapido, che ha contribuito a fermare la violenza e a neutralizzare l'azione orientata ad uccidere dell'uomo. . Padre e figlio ricostruiscono quei momenti. 'Io ero dietro', racconta Saddam. «Mio figlio Mohamed è uscito per primo, ha preso il coltello al ragazzo. Lui è arrivato prima di me, ha bloccato il coltello e poi è arrivata la polizia. Non ha avuto paura».
Quando gli si chiede se abbia temuto per la vita del figlio, risponde con fermezza: «No, mio figlio è un uomo, non è un bambino».
Osama vive in Italia da trent’anni, dal 1996. 'La cittadinanza ancora no, ho fatto la domanda l’anno scorso, sono in attesa», spiega. Non ha incontrato Meloni durante la visita istituzionale, ma non esita quando gli si chiede se gli farebbe piacere: 'Sì, perché no. Le direi che non sono tutti gli stranieri cattivi. Ci sono italiani cattivi e italiani buoni, stranieri cattivi e stranieri buoni. Non è tutto uguale.
Quel ragazzo ha fatto una cosa sbagliata, e quando uno fa una cosa così bisogna fermarlo, non importa da dove viene'
Mohamed parla con poche parole ma nette. 'Ho sentito che dovevo farlo. Dovevo farlo e l’ho fatto', racconta. 'Non avevo paura. Dovevo proteggere la gente'
È stato lui a intervenire anche per aiutare Luca Signorelli, già ferito: 'Ho preso le mani dell’aggressore con forza e ho bloccato il coltello, così non poteva colpire ancora'


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