Il vecchio piano era stato elaborato nel 2001 e considerato insufficiente già nel 2007 dall'Autorità di bacino del Po. Valutazione confermata dopo l'alluvione del 2014 da Aipo che valutava un aumento delle portate di picco del Secchia a Rubiera del 50% a parità di pioggia a causa dell'abbassamento dell'alveo da Sassuolo alla via Emilia.
Nonostante le rassicurazioni delle massime autorità regionali dopo l'alluvione del 6 dicembre di aver richiesto i fondi dell'unione europea apprendiamo ora che non ci sono nemmeno i progetti mancando anche l'elemento preliminare e cioè il PAI. Richiedere i fondi senza avere i progetti è impossibile'.
E' l'amara conclusione di Massimo Neviani, rappresentante del Comitato Salute Ambientale, a seguito della risposta fornita oggi in Assemblea Legislativa dall'Assessore regionale alla Protezione Civile Irene Priolo all'interrogazione presentata dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia Michele Barcaiuolo sugli interventi per la messa in sicurezza del nodo idraulico modenese ed in particolare del fiume Secchia.
Il nodo del contendere sarebbe legato al mancato adeguamento del Pai (Piano Assetto idrogeologico). Nella sua risposta l'assessore Priolo fa riferimento alla direttiva del 2019 per la definizione dei valori delle portate limite di deflusso per l'asta del fiume Secchia e del torrente Tresinaro. Bacini sorvegliati speciali dopo l'alluvione del 2014 e anche durante la piena del 6 dicembre scorso che sul Panaro ha portato alla rottura dell'argine a Bagazzano e all'alluvione di Nonantola. Sul Secchia il franco (margine rispetto alla sommità degli argini) era veramente ridotto in alcuni punti a 40 centimetri, ben al sotto dei limiti considerati di sicurezza. Da qui la conferma dell'esigenza, ormai accertata dagli eventi, di dovere procedere non solo con l'adeguamento delle arginature (in parte portato avanti negli anni successivi al 2014 soprattutto nel tratto modenese a monte e a valle di Ponte Alto fino al ponte dell'uccellino), ma anche e soprattutto, in modo strutturale, per l'adeguamento del manufatto laminazione della casse di espansione del Secchia, ora adeguata soltanto per contenere, con conseguente deflusso di acque a valle, solo piene piccole, TR20.
'Alla direttiva - ha affermato l'Assessore Priolo - si è dato seguito con la predisposizione di uno specifico progetto di variante al Pai relativa all'asse del fiume Secchia e del Torrente Tresinaro.
Gi.Ga.


