Dati ed evidenze scientifiche emerse da grafici, tabelle, considerazioni e conclusioni emerse lunedì sera, nell'appuntamento organizzato dalla Fondazione Veronesi al Forum Monzani di Modena.
Con Andrea Ranzi, Epidemiologo Ambientale Arpae e Pier Mannuccio Mannucci, Comitato scientifico Fondazione Umberto Veronesi e docente Università degli studi di Milano.
Appuntamento dal quale è emerso anche il quadro relativo alle fonti inquinanti e al modo in cui queste formano i composti e gli elementi che incidono maggiormente sulla salute umana. Ed è nello specifico delle PM10 e del particolato, che si scopre che le percentuali variabili delle singole fonti di emissioni riguardano, per il 26%, il traffico urbano (che non è solo quello delle emissioni dirette ma anche indirette, legato alle polveri generate dagli impianti frenanti o dal rimescolamento delle polveri a terra e sollevate dal passaggio degli autoveicoli), e per il 51% il riscaldamento domestico. Una percentuale, quest'ultima, il cui aumento è parallelo - dicono gli esperti - a quello dell'utilizzo di biomasse. Traffico veicolare e riscaldamento degli edifici che già da soli compongono il 77% delle fonti che generano polveri sottili. Con percentuali variabili, perché se l'incidenza delle emissioni di PM 10 da riscaldamento aumenta con la diffusione delle biomasse, quella legata al traffico diminuisce con il rinnovo del parco mezzi, sempre meno inquinante.
Elementi che insieme ad attività industriali, inceneritori, discariche, attività legate allo smaltimento dei rifiuti (un campo in cui Modena brilla non certo in positivo), generano quei picchi di concentrazione tale da generare, come effetto immediato, malattia e morte.
Più morti, legati all'inquinamento, anche nel brevissimo periodo (0-5 giorni), che uno studio condotto dalla Fondazione Veronesi mostra essere collegati ad effetti diretti sul cuore delle persone.
Le soluzioni? Gli esperti concordano nell'indirizzo generale del Piano Aria della Regione (che prova ad incidere sui principali fattori dell'inquinamento), ma sostengono la necessità di altre azioni che puntano sull’aumento del verde urbano, sia fuori che all’interno delle abitazioni.
Dati nazionali
L’Italia registra 136 morti in eccesso ogni 100.000 abitanti e una riduzione dell'aspettativa di vita di 1,9 anni e, un po' staccati.
Nel dettaglio, l’inquinamento atmosferico causa complessivamente la morte di circa 81.000 persone all’anno, 29.000 (36 per cento) per malattie cardiovascolari e 35.000 (43 per cento) per altre cause.
Gi.Ga.


