Rimini è la provincia con circa 3.477 profughi accolti, seguono Bologna 3.286, Reggio Emilia 2898, Modena 2577, Ferrara 1.744, Forli-Cesena 1347, Piacenza 1.309, Ravenna 1.265, e Parma con 1.176. Numeri eccezionali e senza precedenti, in continua crescita, che confermano che la maggior parte dell'accoglienza dei circa 78.000 ucraini arrivati in Italia dall’inizio del conflitto viene fatta in Emilia Romagna con il 24,8% di presenze sul totale.
In pratica l’Emilia Romagna accoglie, da sola, un quarto del totale dei profughi Ucraini arrivati in Italia.
'E' del tutto evidente che tali numeri impattano fortemente sulle attività degli uffici immigrazione ed anticrimine delle questure emiliano romagnole a causa delle numerose e diverse incombenze inerenti la posizione amministrativa autorizzatoria degli esuli, ed in particolare dei minori al seguito. Gli addetti - prosegue il sindacato - stanno dimostrando un encomiabile impegno nella gestione delle ricezione delle pratiche previste dalla legge nel caso, anche predisponendo aperture prolungate e straordinarie degli uffici, ed in alcuni casi anche utilizzando risorse umane provenienti dall’ANPS o messe a disposizione dagli enti territoriali; ogni aiuto è stato ricercato, recuperato ed utilizzato.
Ma tutto questo impegno ed il senso del dovere dimostrati, la solidarietà e l’empatia espressa nei confronti di questa umanità sofferente, vittima di un conflitto terribile ed ingiustificabile, non basta, almeno nella nostre regione, ad affrontare e risolvere in tempi ragionevoli i carichi di lavoro conseguenti.
Preoccupa, in relazione alle saturate capacità ricettive degli
Ancorché per ricercare ed ottenere un lavoro, anche provvisorio, che permetta l’auto sostentamento e quindi un minore peso economico per le finanze dello Stato.
Preoccupa, l’arrivo di numerosi minori accompagnati da adulti (lontani parenti od amici di famiglia) diversi dai genitori naturali, ma che si prendono comunque cura della loro assistenza, ma non sono riconosciuti formalmente come loro tutori secondo la legge italiana, e per i quali si aprirà un tortuoso iter burocratico per l’individuazione della figura giuridica alla quale essere affidati.
Il sovraccarico per gli addetti è palese, e merita una risposta fattiva da parte della Autorità Politica e dei competenti Uffici Ministeriali in termini numerici, di incremento di personale, anche in aggregazione da altre realtà meno afflitte da questo esodo biblico, ed economici, attraverso l’incremento del monte ore di lavoro straordinario da dedicare a tale emergenza lavorativa.
Si apprezzano le nuove
L’appello proveniente dal territorio emiliano-romagnolo - conclude il Siulp - non può passare inosservato ed inascoltato, ne pagherebbero le conseguenze in termini di esorbitanti carichi di lavoro i colleghi interessati, ed ancora di più ne sarebbero danneggiati profughi che cercano nel nostro paese rifugio e protezione dagli orrori di un terribile conflitto armato'


