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Policlinico di Modena, tumore raro e aggressivo dell’appendice: salvato con intervento completamente robotico

Policlinico di Modena, tumore raro e aggressivo dell’appendice: salvato con intervento completamente robotico

Il sala operatoria il dottor Nicola Sforza e la dottoressa Francesca Cabry, sotto la direzione della professoressa Roberta Gelmini


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Un intervento oncologico ad alta complessità, completamente eseguito con tecnica robotica e integrato con chemioterapia intraperitoneale ipertermica (HIPEC), è stato effettuato nei giorni scorsi presso il Policlinico di Modena. Il trattamento ha riguardato un tumore raro e aggressivo dell’appendice ed è consistito in una procedura combinata che ha incluso emicolectomia destra, peritonectomia selettiva e HIPEC, eseguite in un unico tempo operatorio con approccio mini-invasivo. Si tratta di una strategia ancora limitata a casistiche selezionate, praticabile in centri altamente specializzati e in pazienti accuratamente selezionati.

L’intervento si inserisce in un’attività consolidata di chirurgia oncologica avanzata presso la Chirurgia Generale e Oncologica del Policlinico di Modena, dove da tempo vengono eseguiti trattamenti di chirurgia citoriduttiva per carcinosi peritoneale associati a HIPEC, nell’ambito di un percorso multidisciplinare dedicato alle neoplasie del peritoneo. In questo contesto, la procedura eseguita rappresenta un ulteriore avanzamento, avendo consentito di mantenere un approccio completamente robotico anche in un intervento oncologico esteso e altamente complesso.

Il paziente, un uomo di 51 anni, ha presentato un decorso post-operatorio regolare ed è attualmente avviato al completamento del percorso terapeutico oncologico.


L’intervento è stato eseguito dall’équipe della Chirurgia Generale e Oncologica dell’AOU Policlinico di Modena, composta dal dottor Nicola Sforza e dalla dottoressa Francesca Cabry, sotto la direzione della professoressa Roberta Gelmini, con la partecipazione della dottoressa Giulia Riggi, medico in formazione specialistica, nell’ambito di un percorso condiviso di sviluppo della chirurgia oncologica avanzata.

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Ha collaborato il Dott. Vincenzo Trapani della Struttura Complessa di Chirurgia Generale, d’Urgenza e Nuove Tecnologie dell’Ospedale Civile di Baggiovara (NOCSAE), diretta dalla dottoressa Micaela Piccoli. In sala operatoria erano presenti la dottoressa Erika Roat, anestesista dell’Anestesia e Rianimazione I, diretta dal professor Massimo Girardis, e gli infermieri strumentisti dottor Simone Valentini e dottoressa Elena Bombini.

'Il paziente – spiega Roberta Gelmini – era affetto da adenocarcinoma sigillocellulare dell’appendice, una neoplasia rara e biologicamente aggressiva, caratterizzata da una marcata tendenza alla diffusione peritoneale. Questo comportamento rende necessario un approccio terapeutico che non si limiti alla sola resezione dell’organo primitivo. Dopo valutazione multidisciplinare è stata indicata una strategia combinata, associando alla chirurgia di resezione il trattamento delle superfici peritoneali potenzialmente interessate da malattia microscopica, con l’obiettivo di ottimizzare il controllo locale della malattia'.

'La combinazione, in un unico tempo operatorio, di resezione oncologica, peritonectomia e HIPEC mediante approccio robotico – aggiungono Nicola Sforza e Francesca Cabry – consente di trattare in modo mirato il compartimento peritoneale, limitando l’esposizione sistemica rispetto alla chemioterapia tradizionale.

La HIPEC rappresenta oggi una delle strategie più avanzate nel trattamento dei tumori a rischio di diffusione peritoneale ed è indicata in contesti specialistici e in pazienti selezionati'.

L’aspetto di maggiore innovazione dell’intervento risiede nell’aver mantenuto un approccio completamente mini-invasivo anche in un contesto di chirurgia oncologica estesa. L’utilizzo della piattaforma robotica Da Vinci Xi ha consentito una visione tridimensionale ad alta definizione, un’elevata precisione dei movimenti e una dissezione accurata dei piani anatomici, elementi fondamentali nelle procedure di peritonectomia selettiva.


La chirurgia robotica, in questo ambito, rappresenta uno strumento in grado di coniugare radicalità oncologica e riduzione del trauma chirurgico, ampliando le possibilità di trattamento in pazienti accuratamente selezionati anche all’interno di percorsi terapeutici complessi.

'Questo intervento – conclude la professoressa Gelmini – è il risultato di un lavoro multidisciplinare che integra competenze chirurgiche, anestesiologiche e oncologiche in un contesto altamente specializzato. L’esperienza maturata nel trattamento della carcinosi peritoneale e delle neoplasie con coinvolgimento peritoneale conferma come anche patologie oncologiche rare e complesse possano essere affrontate con approcci sempre più mirati e meno invasivi. In questo scenario è fondamentale il riferimento a centri ad alto volume e con competenze dedicate, per garantire percorsi clinico-assistenziali appropriati e in continuo sviluppo'.

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