Si è aggiudicata il primo posto la scrittrice bergamasca Pasqua Teora con l’opera “Il diseguale dell’umano”, 'una raccolta poetica che narra gli anni turbolenti della “pandemia” attraverso il linguaggio poetico, riuscendo a creare immagini profonde di quel periodo ancora vivido nell’esperienza di molti, cioè di chi non è disposto a dimenticare'.
Il secondo classificato è il messinese Giuseppe Campolo con l’opera “L’amore occulto”, che invita alla scoperta di una resistenza interiore ed una disobbedienza verso qualsiasi potere coercitivo.
Moltissime le opere segnalate. Oltre cento le persone presenti alla premiazione. Molti gli interventi da parte dei presenti con la loro testimonianza in prima persona dei drammi vissuti in quegli anni difficili con parole toccanti che hanno penetrato nei cuori di tutti i presenti.
'La grande affluenza del pubblico ha mostrato che i cittadini non vogliono dimenticare la privazione delle libertà subite in questi ultimi anni di gestione sanitaria e reagire alla crisi non con la paura ma con il senso della appartenenza, del rito e della comunità'. Sentiti i saluti dal presidente di giuria Angelo Tonelli, deciso e lucido l’intervento di Ugo Rossi, toccante infine, l’omaggio allo scrittore Francesco Benozzo, garante letterario del Premio Divoc già candidato al Premio Nobel per la letteratura, recentemente venuto a mancare. Apprezzati, infine, i saluti dell’onorevole europarlamentare Sergio Berlato che ha invitato i partecipanti, e non da ultimo le istituzioni, 'a non smettere di chiedere verità e giustizia'.

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