E' un messaggio dichiaratamente di speranza e di ottimismo ma che in pratica mette le mani avanti rispetto alle responsabilità di un eventuale mancato rispetto dei tempi quello che il presidente della Regione Bonaccini ha voluto lanciare, dalla conferenza stampa a distanza sul piano vaccinale dell'Emilia-Romagna, insieme all'Assessore alla sanità Raffaele Donini. Un piano strutturato ipotizzando che il massimo numero di dosi di vaccini possibile arrivi. 'Ma questo non dipende da noi. C'è stata una decurtazione significativa delle forniture dei vaccini e dobbiamo fare necessariamente i conti con i numeri che ci arrivano e modulare il sistema mese per mese. Un sistema che ci permetterà, ad inizio marzo, di completare la vaccinazione di 500.000 persone, che significa di un milione di dosi di vaccino somministrate, inserite nella fase 1 relativa al personale sanitario, socio-assistenziale, operatori ed ospiti Cra.
La seconda fase, che potrà contare anche su un numero via via maggiore di marchi di vaccino a disposizione (per Astrazeneca per il quale è da pochi giorni arrivato il via libera sono previste 81.000 dosi a febbraio e 172mila a Marzo), riguarderà le persone a rischio con patologia, dai 60 ai 79 anni. Poi la terza e la quarta, relativa alle persone meno a rischio. 'Considerando che la popolazione fino a 16 anni non è compresa nel piano, se fossero garantite le dosi previste, potremmo confermare l'obiettivo dell'estate. Ma non vogliamo illudere nessuno, anche se un motivo di speranza c'è. Il fatto che entro un mese tutto il personale sanitario e delle cra sarà coperto anche dalla seconda dose e di procederà subito dopo con il personale scolastico e ad altre fasce della popolazione esposta, ci fa dire che gli effetti, che già si vedono, in termini di numero di ricoverati in
L'organizzazione del piano modulabile sulla base della quantità di vaccino in arrivo, prevede dagli attuali 12 il passaggio a 70 punti vaccinali, gestiti da un numero da 125 operatori che si estenderebbe anche all'arruolamento di 750 medici con formazione specialistica al mese su sette mesi.
Il numero di casi in cui è stata riscontrata la variante inglese ad oggi in Emilia-Romagna sono 10 e riguarda persone arrivate dal Regno Unito.
Le fasi del Piano Regionale
Le fasi del programma nazionale e regionale
Prima fase (fino a marzo)
Su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, sta proseguendo la prima fase, avviata a livello europeo e italiano lo
scorso 27 dicembre con il Vaccine Day e protratta oltre i tempi previsti a causa dei problemi di consegna delle dosi da parte delle Aziende produttrici. È riservata a: operatori sanitari/sociosanitari sia pubblici che privati accreditati, operatori sanitari libero professionisti, compresi i componenti delle organizzazioni territoriali (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta); residenti e personale dei presidi residenziali per anziani;
Inoltre, grazie alla disponibilità di dosi di vaccino AstraZeneca, è stato possibile inserire nella prima fase di vaccinazioni anche le forze dell’ordine.
Ultimate le vaccinazioni su questo target di popolazione - ad oggi sono state vaccinate 132.913 persone e di queste 89.364 hanno già completato il ciclo vaccinale con due dosi, per un totale di 222.277 vaccini somministrati - si procederà, tra fine febbraio e inizio marzo, con tutti i cittadini dagli 80 anni in su, che in regione sono 368.300: potranno iniziare a prenotarsi da lunedì 15 febbraio. Intanto, in questi giorni è già partita la vaccinazione a casa alle persone ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi se di età uguale o superiore agli 80 anni.
La Regione ha già chiesto al Governo di inserire in questa fascia prioritaria anche le persone con disabilità al 100% non autosufficienti, in particolare quelli con patologie per le quali il Covid rappresenta un rischio di salute grave, ed è sul tavolo la proposta di includere anche i caregiver.
La seconda fase è basata su criteri anagrafici e di priorità: comprende infatti, oltre alle persone over 80 non vaccinate in precedenza, quelle in fascia d’età tra i 60 e i 79 anni (partendo dai 70-79enni a scendere), che in Emilia-Romagna sono quasi 1 milione (998 mila). E ancora: persone con comorbidità severa, immunodeficienza e/o fragilità di ogni età; gruppi sociodemografici a rischio significativamente più elevato di malattia grave o morte, personale scolastico, docente e non docente, “ad alta priorità”.
Nel caso in cui i disabili al 100% non vengano inseriti a livello nazionale in fase 1, in Emilia-Romagna saranno vaccinati in questa fase, assieme a tutte le persone con disabilità in condizioni patologiche a maggior rischio di sviluppare quadri gravi. A questo proposito, si è in attesa di indicazioni ministeriali dell’elenco delle patologie croniche da considerare a rischio.
La terza fase sarà rivolta a insegnati e personale scolastico rimanente, lavoratori di servizi essenziali, carceri e luoghi di comunità. Infine, persone con comorbidità moderata di ogni età.
La quarta fase vedrà la campagna vaccinale estesa alla popolazione rimanente (dai 16 anni- come avviene ovunque secondo le indicazioni scientifiche - ai 59 anni).
Come prenotare la vaccinazione
Tutti i cittadini dagli 80 anni in su riceveranno la prossima settima a casa una lettera a firma del presidente Stefano Bonaccini in cui saranno spiegate le modalità di prenotazione.
Per loro, a partire da lunedì 15 febbraio, saranno molteplici i canali possibili per effettuare la prenotazione: Cup, Farmacie Cup, prenotazione telefonica, Fascicolo sanitario elettronico, Portale regionale Salute.
Per tutte le altre categorie, la possibilità di prenotazione sarà attivata progressivamente, sulla base del piano vaccinale.
Infine, per le altre categorie in questa prima fase, viene mantenuta l’attuale modalità di prenotazione.
La prenotazione avviene senza prescrizione del medico curante.


