E' un'emergenza nell'emergenza quella che va delineandosi dal bilancio tracciato ieri dal direttore del PS Giuseppe Pezzuto che in maniera preoccupante, come più volte evidenziato, sta diventando sempre più strutturale, quella relativa alla carenza di personale e alle condizioni di lavoro e di attività all'interno dei Pronto Soccorso, con particolare riferimento al Pronto Soccorso del Policlinico di Modena. Una serie di criticità che non attengono più alla sfera dell'eccezionale ma che sembrano essersi cronicizzate senza prospettive di soluzione nell'immediato.
Una condizione preoccupante per i numeri ma soprattutto perché le cause che l'hanno resa tale continuano a permanerne alla base. Se da un lato alla carenza di personale non si supplisce con interventi strutturali ma con procedure emergenziali (ricorso a personale da altri reparti, estensione di turni che non fanno altro che peggiorare le condizioni di lavoro del personale), dall'altro si registra un aumento degli accessi, anche a livello di codici di modesta gravità. Esattamente quelle situazioni che dovrebbero essere gestite dai Cau, i Centri Assistenza e Urgenza creati dalla Regione Emilia Romagna per migliorare e garantire la presa in carico e la gestione accessi relativi a codici bianchi e verdi. Finalità che nei casi come quello del Policlinico di Modena e di un importante Pronto Soccorso, avrebbero dovuto portare, se raggiunte, a sgravare questi ultimi da tutti quegli accessi relativi a codici bianchi e verdi, migliorandone così l'efficienza e riducendo i carichi di lavoro al personale. Personale che potrebbe essere impiegato soprattutto alla gestione di casi più gravi. Cosa che, stando agli ultimi dati dell'estate scorsa, e confermati nei fatti ieri, sembra non essere successa.
Su questo punto il responso del direttore del Pronto Soccorso relativo alla situazione di oggi, è più che chiaro. 'Sinceramente non stiamo notando variazioni negli accessi legati alla presenza del Cau' - afferma. Ma non solo, l'effetto sarebbe addirittura negativo, in quanto gli accessi al Pronto Soccorso del Policlinico di Modena sarebbero aumentati di circa un centinaio nel 2024 rispetto al 2023. Accessi che si vanno ulteriormente ad aggiungere a quelli registrati nel Cau inserito nell'area del Policlinico di Modena.
Il Pronto Soccorso, come abbiamo avuto modo pure ieri di verificare, continua ad essere sovraccaricato di codici bianchi e verdi (che potrebbero essere gestiti dall'adiacente CAU), sia nelle aree di attesa esterne che interne, con tempi di attesa lunghi e con personale sempre più sotto pressione. Non si sa se per scarsa informazione all'utenza o scarsa integrazione tra le due realtà (Pronto Soccorso e Cau che lo ricordiamo rispondono a due aziende sanitarie distinte, Azienda Ospedaliera universitaria AOU e Azienda Sanitaria, Ausl), fatto sta che il risultato è lontanissimo rispetto a quello auspicato all'apertura dei CAU. Anzi, delle due, sembra sia l'opposto.
Da un lato l'Azienda Ospedaliera (competente per gli ospedali Policlinico e Baggiovara), ha cercato di evitare il ricorso (sconsigliato in quanto controproducente e antieconomico anche detta dell'ex Assessore Donini), alle cooperative esterne di medici e a medici gettonisti, dall'altro l'Azienda sanitaria Ausl (competente per la rete ospedaliera e i presidi ospedalieri della provincia), che invece continua, nello specifico dell'emergenza-urgenza, a rinnovare contratti con le cooperative esterne ed i medici a gettone.
Gianni Galeotti



