Se confrontiamo il dato di oggi con quello di venerdì scorso, 11 marzo, notiamo un leggero aumento di ricoveri in degenza ordinaria e una importante riduzione di quelli in Terapia Intensiva e semi intensiva.

Un anno fa, 18 marzo 2021, i ricoverati erano 360 totali, dei quali 280 in ordinaria e 80 tra intensiva e semi intensiva.
Pur aumentando rispetto la scorsa settimana i ricoveri del periodo in regime ordinario rimangono comunque ad un valore inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Ma è entrando nel dettaglio delle singole tipologie di ricovero che emergono curiosità se non sorprese capaci di fornire elementi maggiori di valutazione. Perchè i dati forniti dall'Azienda Ospedaliera ci dicono che solo il 54% dei pazienti ufficialmente ricoverato per le conseguenze del Covid-19, lo è daccero perché il 46% lo è per altre patologie, con riscontro occasionale di tampone positivo.
La percentuale è diversa in Terapia intensiva e semintensiva dove ad oggi il 100% dei pazienti positivi è ricoverato per complicanze cliniche da malattia COVID-19.
L’età media dei pazienti ricoverati per le conseguenze del Covid-19 è 71,4 anni, che scende a 52 per coloro che non hanno completato il ciclo vaccinale e sale a 80 per i vaccinati.
Altro dato particolare, ma sempre da inquadrare in un contesto in cui il 90% circa della popolazione è vaccinata e il 10 no, è il fatto che si riduce ulteriormente a 33 la percentuale dei pazienti ricoverati per le conseguenze del Covid-19 non vaccinati. Ciò significa che il 77% dei ricoverati in regime ordinario lo è. Anche se, lo ripetiamo, per lo stesso discorso della base di partenza in rapporto 1:10 vaccinati e non vaccinati il rischio ricovero per un non vaccinato è comunque sempre maggiore. Rapporto che si amplifica maggiormente in relazione alle terapie intensive e semintensive dove tra i pazienti ricoverati per le conseguenze del Covid, l'83% non è vaccinato.


