In questa cornice ve inquadrato, appunto, l'intervento annunciato ieri dalla Regione che riguardando 'solo' l'innalzamento degli argini dei bacini di espansione ma al fine di trasformarli anche in bacini per uso irriguo se necessario (l'unico per il quale in assenza di altri progetti per la sicurezza si sono riusciti ad intercettare fondi PNRR), nulla di fatto c'entra con i lavori per l'innalzamento del livello di laminazione e, in generale, per la sicurezza, almeno nei termini e nell'indirizzo previsto dalla stessa Regione e già recepito, anche in termini di varianti urbanistiche, dal Comune di Modena, da almeno 3 anni.
In sostanza, una funzione, quella irrigua, che ha giustificato anche l'utilizzo di 27 milioni da risorse PNRR che ha quindi poco o nulla a che fare con l'innalzamento strutturale del livello della sicurezza idraulica del sistema che al di la di qualche miglioramento in termini di pulizia a monte del manufatto, non presenta alcun aspetto strutturale.
Del resto è lo stesso Assessore Priolo a confermarlo. 'I fondi che verranno utilizzati fanno parte dei finanziamenti destinati dal Pnrr per accrescere la disponibilità di risorsa idrica a fini irrigui' Nonostante ciò è lo stesso assessore che afferma come stia 'per partire un’opera, destinata a rafforzare la sicurezza del nodo idraulico di Modena, tra i principali dell’intera regione: un cantiere particolarmente atteso da chi vive e lavora sul territorio, che verrà svolto nel pieno rispetto della dell’ambiente”.
Gli interventi alla cassa di espansione
Aumentare il volume della Cassa, per accrescere la capacità di laminazione (cioè di contenimento dell’acqua in caso di piena del Secchia) e, quindi, consentire il transito a valle delle acque del Secchia in maggiore sicurezza, in caso di piena.
Poiché le aree di intervento si trovano all’interno di una Riserva naturale Regionale nonché Sito della Rete Natura 2000 (ZSC-ZPS - Casse di espansione del Secchia), sono previste opere di compensazione concordate con l’Ente per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale, gestore dell’Area protetta, il Servizio Parchi della Regione ed il Ministero dell’Ambiente. Nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, è stato anche concordato l’ampliamento delle zone protette per quasi 200 ettari.
Nel dettaglio, verrà realizzata una serie di rami fluviali per favorire la creazione nuovi habitat e ampliare la superficie della zona protetta, con circa 100 ettari di nuovi boschi lungo le rive del fiume.
Si procederà inoltre allo sfalcio della vegetazione nell’area di prelievo dei sedimenti, dove è prevista anche la bonifica da eventuali ordigni bellici. Le operazioni saranno svolte in modo da assicurare il rispetto dei tempi di nidificazione dei volatili.
La manutenzione straordinaria del verde
Nei prossimi giorni prendono il via anche interventi di manutenzione straordinaria della vegetazione lungo le rive del Secchia, a partire dal confine regionale da valle verso monte, su entrambe le sponde, fino alle aree a monte dell’abitato di Concordia sul Secchia. L’obiettivo è migliorare le condizioni di deflusso del corso d’acqua nel tratto di competenza AIPo (per un importo complessivo pari a 300mila euro). I lavori dureranno circa 90 giorni. Le tecniche di esecuzione sono finalizzate a una corretta ed equilibrata gestione della vegetazione in alveo, attraverso tagli selettivi, per consentire sia la riduzione del rischio idraulico che la valorizzazione ecologica e ambientale del territorio.
Il funzionamento della cassa di espansione sul fiume Secchia



