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Stop all'invio di armi: in piazza Grande in fila per firmare

Stop all'invio di armi: in piazza Grande in fila per firmare
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Stop all'invio di armi: in piazza Grande in fila per firmare

Corteo e presidio in centro dei Comitati per il referendum nazionale: 'Affermiamo la Costituzione'


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Tanti cartelli e striscioni, prima esposti nel corteo che percorre via Emilia centro con partenza da piazzale S. Agostino, poi in piazza Grande, sotto la Ghirlandina, in cerchio. Con messaggi di condanna all'invio di armi in Ucraina e alla subalternità dell'Italia e dell'Europa agli Usa e alla Nato. Esposti dai comitati contro la guerra e sostenitori del referendum nazionale contro la guerra in Ucraina. C'è il camion circondato da bandiere italiane con l'impianto audio per diffondere a gran voce gli interventi dei rappresentanti dei vari comitati. Tra questi c'è anche Fermate la guerra, di cui è riferimento il Consigliere comunale del gruppo Modena Sociale Beatrice De Maio



'Siamo soddisfatti per la grande risposta che non solo oggi stiamo avendo. C'è una consapevolezza sempre maggiore su questi punti, e aumenta il fronte già ampio dei cittadini contrari alla linea di questo governo che, in perfetta continuità con il governo precedente, sta intensificando la fornitura di armi a uno dei due belligeranti, l’Ucraina, rinunciando a quel ruolo di mediazione che sarebbe più che mai necessario per fermare una sempre più pericolosa escalation bellica che è sotto gli occhi di tutti e che è rappresentata in maniera chiarissima anche dalle immagini dei vagoni ferroviari
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con gli obici dell’Esercito Italiano diretti a Kiev' - afferma il Coordinamento
 
'Nelle ultime settimane in molte città italiane e nelle altre nazioni europee si sono visti cortei e manifestazioni contro questa deriva bellicista che sta eseguendo lo spartito scritto dall’amministrazione statunitense, impegnata a stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di mediazione e qualunque proposta di riportare i belligeranti al tavolo delle trattative, come la meritoria iniziativa assunta dalla Cina'

'Non possiamo accettare il ruolo di totale subalternità agli Usa e alla Nato in cui l’Italia è stata relegata dalle scelte politiche di questo governo e di quello precedente, di cui le sanzioni alla Russia sono uno degli aspetti più evidenti e del tutto contrari all’interesse nazionale che dovrebbe essere il primo criterio di guida delle decisioni in materia di politica estera'
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