Anche i Verdi per Modena (gruppo che in Consiglio comunale fa parte della maggioranza a sostegno della giunta Muzzarelli), dice no all'ipotesi di sospendere il divieto di accesso ai non autorizzati alla Zona a Traffico Limitato del centro di Modena, per favorire le attività della ristorazione che mantengono l'attività d'asporto.
“E’ un no chiaro e forte - affermano - e non si tratta di una mera posizione ideologica, comprendiamo le difficoltà che hanno spinto alla proposta, ma ci sono per noi motivazioni ancora più importanti che ne mettono in discussione la fattibilità.
Vogliamo tutelare la fragilità del Centro Storico, un’area che per vocazione dovrebbe essere pedonale. Già i parcheggi per i residenti sono insufficienti, richiamare autoveicoli in zona Ztl rischia di trasformare le piccole vie in un “drive-in”, con code di auto ferme in attesa.
Vogliamo tutelare la salute dei modenesi, perché con il più alto tasso di contagi di tutta la regione bisogna spingere le persone a stare in casa e già molti locali del centro storico si sono attrezzati con le consegne a domicilio. Ci sono tanti giovani riders pronti con le loro biciclette, sosteniamo il loro lavoro'
Per i verdi il no è anche motivato dall'inquinamento: 'Incentivare il traffico veicolare vuol dire incentivare l’emissione di sostanze nocive per la salute.
'Nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia il Comune di Modena ha compiuto una scelta inaspettata e decisamente retrograda' - rincara Legambiente Modena (l'associazione che fino al 2018 vedeva tra i suoi referenti modenesi l'attuale assessore all'ambiente Alessandra Filippi).
'Un provvedimento che non incontra nemmeno il favore delle associazioni di categoria interessate, che infatti lo derubricano a mero contentino.
Si tratta di una scelta in totale disallineamento rispetto alle previsioni del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato lo scorso luglio: si passa infatti dalla previsione di un’estensione delle aree escluse al traffico a una deroga che consentirebbe a chiunque di entrare con il proprio veicolo in centro storico.
'È una vera e propria inversione a U rispetto ai contenuti del PUMS approvato pochi mesi fa” commenta Legambiente Modena. “Si passa dall’intenzione di ridurre i mezzi circolanti in centro storico ad un’apertura della ZTL che, più che ‘storica’, andrebbe definita antistorica.”
“Se l’Amministrazione voleva assumersi l’onere di agevolare il lavoro degli esercizi di ristorazione del centro avrebbe dovuto incentivare la modalità di consegna a domicilio con mezzi di trasporto a basse emissioni, che a parità di risultato avrebbero consentito un’ottimizzazione degli spostamenti e una riduzione del traffico veicolare, oltre che dell’inquinamento prodotto.”
“Ricordiamo una volta di più,” conclude Legambiente, “che oltre all’epidemia il nostro territorio è attanagliato da una condizione critica relativa alla qualità dell’aria, in particolare durante l’inverno. Dall’inizio dell’autunno si sono infatti già verificati 7 sforamenti del limite giornaliero per il PM10 nella stazione di riferimento (Parco Ferrari) ed è stato superato il tetto annuale dei 35 sforamenti concesso dalla legge. È evidente come il provvedimento della Giunta, lungi dal rimediare alla crisi economica che sta colpendo anche la nostra città, incentivi comportamenti poco virtuosi dal punto di vista ambientale.


