Il caso della Targa commemorativa che a giorni sarà affissa sulla facciata dell’Accademia Militare di Modena arriva in Parlamento: il deputato modenese del Partito Democratico Stefano Vaccari vuole infatti fare luce su una vicenda dai contorni poco chiari, che molto sta facendo discutere, e per questo ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministero dell’Interno e a quello dei Beni e delle attività culturali.'Chiediamo che si attivino provvedimenti urgenti per rimuovere la targa; inoltre vogliamo sapere se, e in che termini, siano state coinvolte sia le istituzioni locali che la Soprintendenza di Modena e se i ministri non siano del parere che la targa, così com’è, violi la Costituzione, che sancisce esplicitamente la forma repubblicana per l’assetto istituzionale dell’Italia'.Il testo dell’epigrafe, infatti, proclama che Palazzo Ducale 'è stato la residenza dei Duchi della Casa d’Este e Asburgo d’Este nella città di Modena, capitale del Ducato di Modena, Reggio Emilia, Guastalla, Garfagnana, Lunigiana, Massa Carrara, uno degli antichi Stati che diedero vita nel 1861 al Regno d’Italia'.Una frase da molti giudicata quanto meno ambigua e tendenziosa, tra cui Vaccari: 'Si tratta di un’epigrafe che riabilita il Ducato Austro estense, in un’operazione ispirata da ambienti politici ben definiti ma presentata come un'innocua iniziativa di tipo memoriale'.La medesima
proposta, per di più, aveva già visto il parere contrario dalla Soprintendenza tre anni fa, e per questo, secondo l’esponente Dem: 'è inserita in un più ampio disegno di revisione storica attraverso cui si vogliono mettere in discussione i passaggi fondamentali della storia del nostro paese. Gli arciduchi austriaci furono infatti tra i più acerrimi oppositori dell'Unità d'Italia, al punto di mantenere, dal 1832 al 1859, una guarnigione austriaca in città, per di più a spese dei propri sudditi, condannare a morte e al carcere, o costringere all’esilio i fautori dell'Unità. Il duca d'Austria Este non diede vita allo Stato unitario, ma fece di tutto per impedirne la nascita. Questa targa rappresenta un oltraggio ai Martiri Partigiani che fra il novembre ‘43 e l'aprile ‘45, nelle famigerate stanze a ‘quota pipistrello’ di quel palazzo, subirono infami torture per ridarci la libertà. Il Risorgimento, la Resistenza e l'affermazione della Repubblica rappresentano la parte migliore della nostra storia patria, e sebbene certe operazioni non possano metterle in discussione, tuttavia non devono essere consentite'.