Frutto della collaborazione tra la Ginecologia, la Breast Unit e l'Oncologia di prossimità il progetto ha portato alla creazione di uno dei pochi ambulatori dedicati alla menopausa oncologica nella sanità pubblica italiana.
Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nella popolazione femminile e grazie alla diagnosi precoce e a trattamenti sempre più efficaci, in provincia di Modena il tasso di sopravvivenza raggiunge il 94%; parallelamente, cresce l'attenzione verso gli effetti collaterali delle terapie, che possono compromettere il benessere delle pazienti e, nei casi più complessi, incidere anche sull'aderenza ai trattamenti. Tra questi, un ruolo importante è rappresentato dalla sindrome genito-urinaria della menopausa, conseguenza della deprivazione estrogenica indotta dall'endocrinoterapia. Secchezza vaginale, bruciore, dolore durante i rapporti sessuali, vaginiti ricorrenti, urgenza minzionale, disuria e infezioni ricorrenti delle vie urinarie sono sintomi frequenti, soprattutto nelle donne che sviluppano un carcinoma mammario prima della menopausa, circa un quarto del totale. Disturbi spesso poco espressi, ma in grado di influire significativamente sul benessere fisico, psicologico e relazionale.
Sorge da questa esigenza il percorso integrato di ginecologia oncologica per la gestione della Sindrome Genito-Urinaria in corso di trattamento con inibitori dell'aromatasi nelle donne con diagnosi di tumore al seno, un progetto dal nome evocativo, 'Sguardo', che invita a guardare dove spesso è più difficile farlo, soprattutto durante la malattia. Il percorso prevede una presa in carico multidisciplinare delle pazienti inviate dalle oncologhe della Breast Unit, sia con finalità preventive sia per il trattamento dei sintomi già presenti, nel rispetto delle più recenti linee guida nazionali e internazionali in ambito gine-oncologico. La visita ginecologica comprende anche una valutazione del benessere psico-sessuale e, quando necessario, l'attivazione di percorsi di counselling individuale o di coppia per accompagnare le donne durante e dopo il percorso terapeutico.
'L'elemento distintivo di 'Sguardo' – sottolinea la dottoressa Romana Bacchi, Direttrice Sanitaria dell'Azienda USL di Modena – è l'integrazione tra le competenze della Breast Unit e della Ginecologia all'interno dell'Ospedale Ramazzini di Carpi, con l'obiettivo di offrire una presa in carico completa della persona. Un modello organizzativo che mette al centro non solo la cura della malattia, ma anche la qualità della vita, il benessere intimo e la salute psico-sessuale, contribuendo a favorire la continuità delle cure e il benessere delle donne durante e dopo il trattamento oncologico'.
Per informazioni sul progetto è possibile rivolgersi alle segreterie dell'Oncologia e della Ginecologia dell'Ospedale Ramazzini di Carpi.
Nella foto in ordine: Katia Cagossi (oncologa), Giorgia Razzini (Clinical data manager oncologia), Paolo Venturini (Direttore ginecologia e ostetricia carpi), Tabatha Petrillo (ginecologa), Chiara Ferraguti (ginecologa).



