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Tumore alla mammella: la sopravvivenza a 5 anni sale all'89%

Tumore alla mammella: la sopravvivenza a 5 anni sale all'89%

In Emilia-Romagna uno dei valori più alti d'Europa. Grazie alla prevenzione e all'attività dei centri senologia. Sono 4500 le nuove diagnosi ogni anno


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Sono oltre 4.500 i nuovi casi di tumore alla mammella diagnosticati ogni anno in Emilia-Romagna. Una regione che, tuttavia, può vantare la sopravvivenza più lunga delle pazienti in ambito nazionale (l’89% a 5 anni) e tra le più alte d’Europa, con una mortalità in costante calo (-2% l’anno). Risultati importati, ottenuti grazie allo screening, con cui ogni anno vengono esaminate gratuitamente 350mila donne dai 45 ai 74 anni, e anche a una rete di eccellenza, in campo nazionale e internazionale, che segue le pazienti lungo tutto il percorso di diagnosi e cura.

Sono i 12 Centri di senologia della Regione Emilia-Romagna, di cui si è insediato il Coordinamento proprio in questi giorni. Con una novità: per la prima volta tre rappresentanti di associazioni delle pazienti, afferenti ad Europa Donna Italia - il movimento che maggiormente rappresenta oggi i diritti delle donne nella prevenzione e cura del tumore al seno -, partecipano direttamente al governo della rete dei Centri specializzati. Potranno così contribuire in prima persona alle decisioni clinico-organizzative che regolano i comportamenti e i risultati delle strutture.
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La rete dei Centri di senologia

I 12 Centri di senologia sono stati attivati in Emilia-Romagna nel 2018: da quel momento, hanno puntato ad offrire modalità organizzative e professionali sempre più omogenee e condivise, a garantire prestazioni di altissimo livello (secondo le Linee guida più moderne e le tecnologie più nuove e sofisticate) e, soprattutto, ad accompagnare passo per passo le donne per tutta la durata del loro percorso di diagnosi e cura, assicurando anche il necessario supporto psicologico.

Oggi, per garantire una migliore ed efficace presa in cura, le pazienti potranno avvalersi dell’apporto in prima persona delle loro rappresentanti all’interno del Coordinamento, e migliorare bisogni specifici, promuovendo un dialogo concreto con chi ha necessità di cure.

“In tutti questi anni- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-, abbiamo lavorato con un preciso obiettivo: qualificare sempre di più il servizio di assistenza alle donne con tumore al seno, sospetto o certo, lungo l’intero percorso diagnostico e terapeutico, dagli esami di prevenzione al trattamento, ai successivi controlli. Non solo, perché ci siamo impegnati anche a rendere ancora più funzionante il sistema di relazioni tra donne, professionisti e strutture dedicate alla diagnosi e alla cura di questa frequente patologia, in un percorso di collaborazione attiva con le associazioni delle pazienti avviato anni fa.
Perché anche in questo ambito, come sempre e a maggior ragione quando si parla di sanità, quello che rivestono le associazioni è un ruolo importantissimo. Siamo certi che- conclude Donini-, da questa nuova fase di dialogo e confronto possano nascere ulteriori stimoli per una proficua collaborazione per il bene di tutte le donne affette da patologia oncologica”.
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