Nel campo delle arti marziali esiste un vero e proprio dibattito tra gli appassionati che discutono animatamente su quale è effettivamente quella superiore. In molti puntano sul Muay Thai, lo stile di combattimento thailandese che prevede l’uso di gomiti e ginocchia, adottato anche da alcuni fighter dei circuiti delle Mixed Martial Arts. Alcune discipline come il Karate, il Kung Fu e l’Aikido infatti sembrano aver perso un po’ di seguito, forse per il loro carattere più profondo che a fronte dell’ ‘immediatezza’ e dell’aggressività del Muay Thai o del Krav Maga hanno potuto far poco. Anche i film di arti marziali, da pellicole di punta del genere ‘action’, sono diventate praticamente di nicchia, anche perché gli attori ormai iniziano ad avere un’età per la quale tirare un calcio rotante può risultare decisamente doloroso. Ma quali sono le arti marziali che vediamo spesso praticate nei film d’azione? Quali sono le più spettacolari in assoluto? Scopriamolo nel nostro articolo.
Zui Quan
Stile di Kung Fu conosciuto come ‘stile dell’ubriaco’, lo Zui Quan è probabilmente una delle arti marziali più belle e divertenti da vedere, sia nelle dimostrazioni dei kata, sia nei film. Si deve ringraziare il buon vecchio Jackie Chan per averla portata sul grande schermo con i due spettacolari e spassosi Drunken Master. Ispirato ovviamente da alcuni movimenti erratici e confusionali delle persone in stato d’ebbrezza. La filosofia di fondo sta proprio nel fingere l’ubriachezza per difendersi dagli avversari.
Al momento non ci sono ‘scuole’ di questa disciplina, infatti il sistema di tecniche è stato tramandato in modo decisamente confuso, al punto che lo stile dell’ubriaco è diventato un misto tra vari stili di kung fu che prevedono anche le figure legate agli animali.
Silat
I fanatici di film d’azione avranno sicuramente visto e rivisto i due Raid di Gareth Evans che vedono come protagonista il bionico Iko Uwais e tutta la sua incredibile troupe di stuntman e artisti marziali. Questi ultimi grandi interpreti del genere, accompagnati da una regia incredibile, mostrano al mondo il Silat, un’arte marziale praticata nel Sud Est Asiatico, specialmente in Indonesia (teatro delle vicende dei film di Evans). Il sistema di combattimento del Silat si avvicina molto al Muay Thai, in quanto si possono usare gomiti e ginocchia, inoltre prevede l’utilizzo del letale karambit, un coltello ricurvo che accompagnato alle tecniche di lotta, permette di mettere fuori combattimento gli avversari.
Taekwondo
Arte marziale molto praticata e della quale è facile trovare palestre anche in Italia, il Taekwondo è nato in Corea e si basa esclusivamente sull’utilizzo di calci devastanti. Praticato anche a livello agonistico, non è assolutamente semplice, inoltre è una di quelle arti marziali che andrebbero praticate sin da giovani, in quanto richiede una flessibilità e una velocità difficili da sviluppare in età adulta. Nella maggior parte dei film di arti marziali c’è almeno un attore esperto di questa disciplina che messa sul grande schermo regala momenti di grande spettacolo grazie a calci volanti e rotanti.
Wing Chun
Sebbene non preveda salti e giravolte, il Wing Chun è un’arte marziale che trasuda stile ed eleganza in ogni tecnica. Si tratta di una disciplina che prevede la difesa ‘aggressiva’ costituita da blocchi e contromosse a distanza ravvicinata, con un sistema che integra anche prese, leve e l’uso di armi. Come molte arti marziali cinesi, anche il Wing Chun deriva dal Kung Fu e sebbene possa sembrare semplice, in realtà presenta diverse sfide a livello motorio e di coordinazione, inoltre occorre saper ‘sentire’ i movimenti dell’avversario. Per osservare questo stile al suo meglio in campo cinematografico, vi consigliamo la saga di Ip Man, interpretata dall’incredibile Donnie Yen.
Shaolinquan
Nel 2012, l’attore e artista marziale statunitense Jason Scott Lee (qualcuno lo ricorderà per il biopic su Bruce Lee) realizzò un documentario in un monastero Shaolin, dove provò a praticare lo stile Shaolinquan con i monaci. Pur essendo allenato e abituato allo sforzo fisico, nella pellicola Jason Scott Lee si trova alle prese con dei bambini in grado di rimanere in equilibrio tenendo delle lance puntate sul torace, eseguire calci rotanti a una velocità sovrumana e sopportare altri allenamenti assolutamente diabolici. Si sa d’altronde che i monaci Shaolin sono delle vere e proprie macchine da guerra. Lo Shaolinquan infatti è uno degli stili più spettacolari e veloci del kung fu che inoltre prevede l’indirizzare il ‘Chi’ verso gli arti di attacco e quelli usati per difendersi.
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