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Tennis, Errani si difende: tortellini al doping

Tennis, Errani si difende: tortellini al doping

Passerà alla storia come il doping dei tortellini. Sara Errani, simbolo del tennis italiano, positiva al letrozolo, stimolatore ormonale proibito, in un controllo a sorpresa dello scorso 16 febbraio. Ieri la sanzione: dopo un processo secretato dalla Federazione internazionale (Ift), Errani se l'? cavata con due mesi di squalifica rispetto ai 2/4 anni di tutti i casi analoghi. Sara ha convinto i giudici: il letrozolo è entrato accidentalmente nel suo corpo con un piatto di tortellini in brodo preparato da mamma Fulvia


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Che tortellini siano tra le più efficaci sostanze dopanti naturali è fuor di dubbio.  Sulla spiegazione con cui Sara Errani ha giustificato la sua positività al letrozolo qualche maliziosa perplessità  invece la si può avere.

Come scritto nella lunga lettera pubblicata su Twitter la tennista italiana, squalificata per due mesi, ha spiegato che è stata colpa di un piatto di tortellini. Breve riepilogo della vicenda, messa per iscritto anche nel documento della ITF (la federeazione tennistica internazionale): la mamma di Sara Errani prende, dal 2012, un medicinale per curare il tumore al seno. La tennista azzurra lo avrebbe assunto in maniera inconsapevole mangiando i tortellini preparati dalla mamma alla quale, preparando il ripieno dei tortellini e il brodo, sarebbe caduta accidentalmente proprio nelle preparazioni del piatto tipico italiano. 

Nella testimonianza della mamma di Sara, la signora ha parlato di pillole che a volte le sono cadute per errore vicino a dove prepara da mangiare e forse proprio nei giorni 14 o 15 febbraio è accaduto che la sostanza sia entrata contatto con i tortellini in brodo che aveva preparato per la famiglia.  Afferma la Errani: «Dal primo giorno che sono diventata professionista - ha scritto ancora -, ho sempre seguito puntigliosamente il programma Wada; non ho mai chiesto una deroga, neppure quando ne avrei avuto bisogno perché malata. Questa sostanza è tuttavia presente nel Femara, un medicinale che mia madre assume giornalmente dal 2012 a scopo terapeutico, in seguito ad un intervento chirurgico subito per un tumore al seno, ed è quindi presente fra le mura domestiche».

 

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