Grazie Vasco. La sfida è stata vinta. E non solo quella dei numeri, certo, da record, che al termine di un concerto e di una giornata così, perdono quasi valore. Perché i numeri, compresi quello dei brani che hanno scandito la scaletta dei 40 anni di carriera del Blasco, non sono anima. Da soli non garantiscono il sogno, non fanno vivere la favola. Invece oggi con un Vasco impeccabilmente Vasco, in tutta la sua forza e la sua fragilità, in tutto il suo essere Vasco, sul palco del Modena Park mozzafiato al tramonto, davanti a quella folla immensa e pulsante di vita, di amore, e di voglia di viverlo quel sogno, insieme, tutto è diventato realtà.
E la realtà stessa è stata superata, diventando di nuovo sogno. Ma vissuto. Insieme. Scolpito nei cuori, e scolpito nella storia. Della musica, del nostro sgangherato Paese, della nostra città. Nella storia di una giornata fantastica, resa tale dal popolo di Vasco. Una marea umana che fin dalle prime ore dell'alba ha stupito, entusiasmato, commosso. Tutti. Nel suo lento e festoso fluire. Per una dimostrazione straordinaria di civiltà, unita alla travolgente voglia di vivere la storia, fatta si di numeri, di date e ricorrenze ma animata dalla voglia di vivere quel sogno.
E' tutto ciò è successo. In una sera. E non sappiamo se è successo grazie ad un'organizzazione impeccabile, che comunque c'è stata. Tecnicamente perfetta, che ha superato ogni migliore previsione. Che ha fatto transitare e fluire ed accedere al parco, centinaia di migliaia di persone in maniera ordinata, delicata, fluida, come se a scorrere fosse l'acqua lenta di un fiume. Come se tutto fosse stato previsto e programmato in ogni dettaglio.
Gianni Galeotti

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