Non vogliamo entrare in questa fase nel merito dell’opportunità di questi impianti né fare analisi sul perché – che comunque è presto detto: ci sono finanziamenti a fondo perduto del PNRR che scadono relativamente a breve e attirano facoltosi investitori come mosche al miele. Ci interessa solo fare una valutazione tecnico-politica su cosa possano fare i sindaci del territorio.
Perché è evidente che progetti di questo tipo - che possono chiamarli agrivoltaici ma di fatto sono produttivi - hanno un impatto sul territorio incredibilmente più elevato di qualunque variante al piano regolatore degli ultimi decenni. E per un territorio i cui amministratori si vantano di aver redatto il nuovo PUG – piano urbanistico generale - a saldo zero per il consumo di terreno vergine, trovarsi oggi a dover spiegare come si concilia il consumo zero con milioni di metri quadri di terreno vergine occupato da nuovi insediamenti produttivi non deve essere facile.
Nel dubbio di fare gaffe e vedersi attribuite responsabilità e colpe – lui che sarebbe fra l’altro un urbanista - il sindaco di Carpi Riccardo Righi non ci ha manco provato a spiegare: in campagna elettorale questo tema, a lui ben noto, non è stato neanche lontanamente accennato – né da lui, né dalla rappresentante di Legambiente poi nominata assessore, né dal rappresentante dei Verdi poi nominato Presidente. E adesso Righi invoca l’assenza di competenze e poteri di veto per provvedimenti che, essendo regolamentati a livello nazionale e avendo carattere d’urgenza, gli passerebbero sopra al capo. “Colpa della Meloni”, insomma. Ma è veramente così?
No, non è così. E lo dimostra con i fatti il suo dirimpettaio, il sindaco Enrico Diacci di Rovereto di Novi. Che in risposta alla richiesta di autorizzazione arrivata agli uffici, relativa all’impianto da 95 ettari, ha sottoscritto un documento di osservazioni ufficiali e richieste di approfondimento e di variazione del progetto: 15 fitte pagine molto dettagliate fra aspetti tecnici, socioeconomici, urbanistici, agronomici, di tutela del paesaggio e – molto importante – di richiesta espressa di compensazioni per il territorio.
Si può fare anche a Carpi? Il predecessore di Righi, Alberto Bellelli, quando era ancora in carica ha sottoscritto documenti analoghi. Oggi Bellelli è fuori dai giochi, come tutta la squadra di politici a lui vicini. Righi lo vorrà ancora fare?
Magath


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