Questi i numeri, questo lo scenario. E allora ritorna nella mente di molti cittadini un passato recente che in questi mesi si è fatto di tutto per dimenticare. Eppure scordare l'orrore nel quale il nostro Paese (solo il nostro con questa intensità) era piombato è impossibile. Green Pass obbligatorio per lavorare, operai con più di 50 anni decisi a non farsi somministrare un farmaco, lasciati fuori dalle fabbriche. Ragazzini di 12 anni cacciati da campi di gioco all'aperto e finanche dagli autobus, costretti a pagare una decisione presa dai loro genitori per loro. Il tutto completamente avulso dal dato sanitario, essendo chiaro da subito che i contagi avvenivano sia tra vaccinati che tra non vaccinati.
E ancora le frasi da rabbrividere pronunciate da politici, dottori giornalisti e sedicenti Vip contro i cosidetti no vax: dal 'mi divertirei a vederli morire come mosche' di Scanzi al 'verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci' di Burioni, dal 'provo un pesante odio verso i no vax' di J-Ax al 'serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo' di Cazzola, dal 'noi, i contagiati, andiamo a scovarli casa per casa' di Bonaccini al 'non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti' della Morani.
Questo è successo nel nostro paese. Feste all'aperto vietate a chi non mostrava il proprio certificato verde, medici lasciati a casa per aver accettato la prima e la seconda inoculazione ma per aver rifiutato la terza, persone desiderose di mostrare pedissequamente il proprio Qr, a chiunque, e pronte ad arrabbiarsi se qualche ristoratore non vestiva i panni del fervido controllore. E' successo questo nel nostro paese. E dimenticarlo forse era giusto, per tentare una pacificazione, forse immeritata da uno Stato che ha mostrato la propria ferocia, calpestando la stessa Costituzione (a partire dall'Art.1), ma inevitabile.
Giuseppe Leonelli

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