Opinioni Il Punto

Dopo il Covid, la Guerra: addio pensiero complesso. Cervelli al macero

Dopo il Covid, la Guerra: addio pensiero complesso. Cervelli al macero

E se qualcuno imbastisce un discorso dal quale è difficile sfuggire... Beh, a mali estremi, estremi rimedi. Dalla regia dicono che dobbiamo andare in pubblicità


2 minuti di lettura

Buoni e cattivi. Bene e male. L'atavico bisogno umano di dividere il mondo in due categorie si è finalmente realizzato nella sua interezza. Prima la 'guerra' al Covid, poi la Guerra (quella vera), sembrano avere azzerato nel dibattito politico e istituzionale del nostro Paese ogni forma di pensiero non tanto 'critico', ma semplicemente complesso. Il multiforme e immenso problema creato dalla pandemia è stato in poco tempo riassunto e 'messo a terra' in una semplice dicotomia tra 'vax' (buoni) e 'no vax' (cattivi) e la guerra in Ucraina, i cui germogli sono stati piantati almeno 20 anni fa, viene ora ridotta in un dibattito referendario anti-Putin (buoni) e pro-Putin (cattivi).

Bianco e nero. Giusto e sbagliato. Una semplificazione che consente al singolo di dormire il sonno pacifico di chi ha fatto il massimo per il 'bene dell'umanità' e a chi governa, semplicemente, di continuare a governare.
Eppure i rischi di questa banalizzazione sono evidenti. Perchè se si annullano i 'grigi', si annulla anche lo spazio del compromesso e della trattativa e, di conseguenza, si rafforzano i muri che sono alla base di ogni guerra.
Nel linguaggio politico, nei mesi scorsi, sono entrati indisturbati concetti come 'sorci', 'evasori', 'assassini'...
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
nei confronti di cittadini che semplicemente avevano deciso di non accettare un trattamento sanitario non obbligatorio e oggi, nel linguaggio istituzionale, un ministro degli Esteri si permette di dare dell''animale' al leader della prima o seconda potenza militare mondiale. Così, senza colpo ferire.

Intanto le piazze dei 'buoni' si riempiono di striscioni che inneggiano la pace. Sacrosanti appelli, ma usati strumentalmente per rinforzare la spaccatura di cui sopra. La pace non è la Pace di chi non vuole la guerra, ma è la pace di chi vuole addossare ogni colpa dimenticando ogni altro tipo di ragionamento. Chi ricorda fatti storici di 10-15 anni viene immeditamente accusato di essere filo-Putin, così come chi metteva in dubbio la strategia vaccinale veniva accusato di essere fiancheggiatore degli untori no vax.

Il mondo è questo. Il pensiero complesso ridotto alle scimmiette che ripetono lo stesso ritornello a prescindere. Cervelli in fuga non dall'Italia, ma dal corpo degli italiani. Davanti a ogni domanda il clichè è lo stesso. Il vaccino non impedisce il contagio? Perfido no vax! La Pace non si costruisce sventolando bandiere nazionali? A morte Putin! E intanto di sottofondo appaiono immagini di cagnolini dispersi tra le macerie... Dimentichi delle macerie umane che da sempre affligono metà del pianeta.
A quelle abbiamo fatto il callo.
E se qualcuno imbastisce un discorso dal quale è difficile sfuggire... Beh, a mali estremi, estremi rimedi... Dalla regia ci dicono che dobbiamo andare in pubblicità.
Giuseppe Leonelli
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Tradizione e sapori di Modena

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati