Da una parte lo scomposto cartello di un gay Pride nel quale si ostenta la propria bisessualità mettendola in contrapposizione con l’adesione a un partito (davanti alla mamma meglio bisessuale che leghista) con tanto di foto del leader del Carroccio, dall’altra lo stesso Matteo Salvini usa il compleanno della mamma per replicare con tanto di, immancabile, ‘bacioni’.
A questo si è ridotto il dibattito pubblico e politico sui temi di genere. Una farsa grottesca che umilia prima di tutto chi vorrebbe difendere i diritti di ciascuno indipendentemente dalle preferenze sessuali e che riduce la politica (la Lega oggi è il primo gruppo parlamentare dopo la scissione grillina) a un teatrino sterile fatto di insulti e controinsulti. Chapeau per Salvini e anche per gli attivisti del gay pride.
g.leo.
Identità sessuale, così la battaglia dei diritti si trasforma in farsa
Da una parte gli slogan offensivi del gay pride, dall'altra le repliche scomposte di Salvini
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