Gianluca Verasani, perito industriale, studi di Giurisprudenza e di Lingue, risiede a Campogalliano ed è stato assunto dalla Società Cooperativa Bilanciai nel 1985, diventandone dal 1990 al 1993 responsabile tecnico dell’assistenza in Italia e all’estero.
Responsabile del personale di Coop Bilanciai di Campogalliano dal 1993 al 2006, Verasani ha esteso le sue funzioni alle controllate estere di Bilanciai Group, diventando poi Amministratore delegato delle Società Zenith Bilance e Cigiemme dal 2005 al 2010.
A inizio 2006 è entrato in Legacoop Modena, con la responsabilità del settore Cooperative Industriali, curandone anche i progetti di sicurezza del lavoro, di green e new economy.
Subito dopo il XXII Congresso di Legacoop Modena del febbraio 2011 è stato nominato responsabile dell’intero settore delle Cooperative di Produzione e Lavoro (Costruzioni, industriali e progettazione) e dal maggio 2011 è direttore operativo di Legacoop.
Questo è il curriculum del Direttore Generale di Legacoop così come pubblicato e leggibile sul sito internet di Lega stessa. Verasani, lo scorso fine settimana, era intervenuto a difesa del Ministro del lavoro Giuliano Poletti e delle sue dichiarazioni sulla quantità di curriculum inviati che sarebbe 'meno importante di una partita a calcetto' e sull'importanza di avere, più che mille curriculum inviati, una buona rete di relazioni.
E in risposta a chi, su FB, criticava Poletti commentando il video
Ma c'è di più, un di più, nelle dichiarazioni di Verasani, che in questo caso arrivano a cozzare anche con il suo curriculum. Un documento redatto in un formato tale, e senza riferimenti soprattutto sul percorso di studi e di formazione, che nessun selezionatore, sulla base delle indicazioni che vengono date ormai di prassi, sia per le domande di lavoro in ambito pubblico e privato, non verrebbe nemmeno preso in considerazione.
Eppure lo stesso Verasani, nell'ostentare la sua pluriennale esperienza come selezionatore di personale, e nel criticare e nel bandire da ogni possibilità di assunzione chi, a suo parere, si è spinto ad offendere il ministro, si è spinto, lui stesso, ad affermare che è meglio uscire dall'università 'in corso' con un 97 che fuori corso con un 110.
Purtroppo, dal suo curriculum, non riusciamo ad evincere quale dei due sia il suo caso, posto che uno dei due lo sia.
Perché qualsiasi giovane neo-laureato o non, presentando un curriculum senza specificare nulla dei suoi studi, non avrebbe alcuna possibilità non solo di essere assunto, ma nemmeno di essere ricevuto. E allora sì che forse, per per essere assunto, avrebbe bisogno di quella rete di relazioni e conoscenze di cui forse parlano il Ministro Poletti e, facendogli eco, Verasani.
Gi.Ga.

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