Non c'è spazio per la complessità, per la fotografia delle responsabilità e per i distinguo nella narrazione della nuova capopopolo della sinistra Pd. L'Albanese taglia la realtà con la accetta e se ne vanta pure, dicendosi orgogliosa di essere divisiva. Ma in realtà questo approccio giacobino non cela purezza, bensì totale mancanza di senso critico e di libertà intellettuale. Un approccio talmente estremo da negare i fatti e da finire per fare il gioco di chi nega il genocidio a Gaza e di chi giustifica la turpe strategia bellica del primo ministro israeliano. Una figura così caricaturale da sollevare i dubbi sul fatto che forse stia volutamente facendo il gioco di chi vuole sostenere a prescindere la volontà di sterminio di Israele, un sorta di cavallo di Troia per depotenziare il fronte civile che sta nascendo in Italia e in Europa.
Ma al di là di retropensieri machiavellici, rimbombano ancora chiare e forti le parole di questa donna ammantata dal Tricolore che invita a capire i terroristi e li indica come nuovi eroi di una rivoluzione globale. Non si può chiedere loro di liberare gli ostaggi, non si può condannarne l'operato, per la Albanese, che cita completamente a sproposito un gigante del pensiero ascetico come Tiziano Terzani, i terroristi 'vanno capiti', 'passeranno alla Storia'.
Il mite sindaco di Reggio Emilia ha assistito a questa scena balbettando qualche parola, giustificandosi per non essersi unito al comizio, auspicando una unità che non si capisce dove possa nascere, e così -
Eppure quel pubblico, per quanto numeroso, rappresenta una infinitesima parte dell'opinione pubblica che crede - giustamente - nel genocidio che sta compiendo Israele. Una opinione pubblica che però sa benissimo che la denuncia della Verità non può tacere altre Verità e non può piegare i fatti in base alle proprie tesi precostituite. Il terrorismo non può essere né capito né tantomeno lodato e se non si parte da qui ogni battaglia perde valore. E' la radicalizzazione senza ideologia, senza un pensiero strutturato, un estremismo - di destra o sinistra poco importa - che parla alla pancia e che si gonfia coi cori da stadio e con la richiesta di autografi. Figure come la Albanese, peraltro protagonista assoluta al Festival del giornalismo investigativo di Modena (finanziato con 150mila euro di soldi pubblici), fanno leva sull'istinto e finiscono per svilire anche la più nobile delle cause. Il Pd emiliano e nazionale ancora non l'ha capito, l'ha capito benissimo il governo Meloni che su tesi improponibili come quella della Albanese costruisce il suo fortino negazionista rispetto all'orrore in atto a
Giuseppe Leonelli

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