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Peste suina: ecco perchè non pubblichiamo i nomi, che l'Ausl pubblica

Peste suina: ecco perchè non pubblichiamo i nomi, che l'Ausl pubblica

Pur non essendoci, come detto, un divieto specifico alla pubblicazione, esistono linee guide relativa alla responsabilità dell'informazione


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Anche senza divieto esplicito del codice deontologico e dal Testo Unico che regola la professione giornalistica, di pubblicare i nomi delle aziende sottoposte a sequestri anche preventivi, e nello specifico della notizia, pubblicata in queste ore, relativa alla lavorazione e alla commercializzazione di carni suine potenzialmente contaminate dal virus della Psa (Peste Suina Africana), abbiamo deciso di non rendere note le generalità delle aziende coinvolte. Rimandando comunque all'albo pretorio dell'Ausl di Modena, nel quale tali informazioni sono contenute e pubblicate.
Un fatto, quello di non pubblicare i nomi delle aziende coinvolte, contestato anche da diversi lettori e che ci sembra doveroso motivare.
Pur non essendoci, come detto, un divieto specifico alla pubblicazione, esistono linee guide relativa alla responsabilità dell'informazione che sottolineano l'importanza di evitare danni ingiustificati alla reputazione delle persone o delle aziende, in un necessario equilibrio da tenere tra cronaca e interesse pubblico e tutela dei soggetti coinvolti.

L'attenzione a garantire il diritto di difesa e a non compromettere ingiustamente la reputazione di chi è coinvolto per esempio in un'indagine o in un procedimento che non sia ancora concluso, assume tanto più valore in questo caso in cui le aziende, a quanto è dato sapere, non sono nemmeno oggetto di indagini o destinatarie di denunce amministrative o penali, ma sono di fatto parte lesa rispetto alla situazione.
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Al punto tale da essere in diritto, una volta seguiti i protocolli relativi allo smaltimento controllato della merce potenzialmente infetta e alla disinfezione dei locali, di presentare richiesta di indennizzo. In questo caso le aziende della provincia di Modena attive nella commercializzazione o nella lavorazione o nella somministrazione sono ultimo anello o anello intermedio di una filiera controllata di produzione e lavorazione della carne dove il problema (focolaio dell'infezione), ha avuto origine a monte, dall'allevamento degli animali da destinare alla macellazione. E che proprio i controlli hanno portato a fare emergere.

Pubblicare il nome della ditta a cui, all'interno di una filiera di distribuzione e commercializzazione regolare composta da aziende certificate, sono arrivate (fino a prova contraria inconsapevolmente), carni potenzialmente infette, , sarebbe in questo caso come fare il nome del concessionario di vendita auto che hanno un problema di sicurezza accertato dalle autorità competenti avere origine dalla casa produttrice.
La pubblicazione del nome del concessionario provocherebbe allo stesso un danno e allo stesso tempo nulla aggiungerebbe alla valenza e all'interesse pubblico della notizia che semmai, dovrebbe essere concentrato sull'origine del problema, sulle conseguenze e sulle soluzioni.
La notizia, a questo punto, è legata al fatto che nonostante il focolaio noto da settembre in un grande allevamento, e all'interno di una filiera di controlli preventivi finanziati dichiaratamente dalle istituzioni, gli animali abbiamo comunque fatto in tempo ad essere inviati ai macelli, macellati e la carne distribuita alla rete commerciale di lavorazione e di distribuzione. Fino ad arrivare in questo caso alla somministrazione attraverso la presenza addirittura nel ripieno per tortellini.
Ciò detto specifichiamo che per approfondimenti sui singoli atti si rimanda all'albo pretorio on-line dell'Ausl di Modena dove sono stati pubblicati gli atti relativi ad ogni azienda coinvolta nella filiera. Con tanto di nomi.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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