Una volta passa, già due diventano difficili, ma tre sono follia pura. Se è vero che sbagliare è umano e perseverare è diabolico, qui, significa proprio che ci troviamo a diabolik-landia. E’ veramente disarmante vedere come l’alluvione del 2023 non abbia prodotto altro che una montagna di discorsi futili, con rimpalli vari di responsabilità e vergognosi attacchi su chi doveva rimborsare chi, e nessun gesto concreto di prevenzione. E’ altresì forse più vergognoso ascoltare i vari politici farsi grandi e grossi dei risultati imprenditoriali e sociali degli emiliano-romagnoli e ancora, ascoltarli in elogi di varia natura a Protezione Civile e via discorrendo. Quel bel tacere che non fu mai scritto sarebbe più dignitoso in una situazione come questa, dove il 99% dei danni è provocato da, niente più e niente meno, l’incompetenza e l’inconcludenza umana.
Tante parole al vento, tanti rimpalli di responsabilità e tante tasse degli emiliano romagnoli che non hanno prodotto nulla che un bel niente, se non ulteriori danni da fronteggiare di tasca propria! Niente pulizia degli alvei fluviali, niente pulizia dell’erba sfalciata nei canali e nei fossi, niente pulizia ordinaria nei tombini, niente adeguamenti nei corsi d’acqua, niente potatura di alberi… in posizioni compromettenti. Il risultato? Le piogge sono state (tropicalizzamente) abbondanti e i corsi d’acqua non tanto non hanno saputo supportarne l’ingente portata, ma soprattutto si sono trovati rallentati, intralciati, imbrigliati e drasticamente soffocati dalle innumerevoli cataste di tronchi, rami, fogliame, sporcizia mai raccolti, mai puliti, mai manutentati, mai nulla. Ecco dov’è la tropicalizzazione! La tropicalizzazione è nelle menti di chi ci governa che, immobile nel prevenire, incapace nel fare e presuntuoso nel parlare, ha riportato gli emiliano romagnoli nella devastazione.
La povera (si fa per dire) Priolo, in tutto ciò, è abbandonata a se stessa nel mezzo, come tutti i suoi colleghi, di un pentolone in ebollizione che, destinato ad esplodere, ora ha tracimato ovunque. Nelle manutenzioni dei fiumi, nella pulizia degli alvei, nella raccolta dell’erba dai fossi al momento dello sfalcio e nella pulizia dei tombini non c’entra il governo centrale. Anche c’entrasse, in 70 anni di illustre egemonia rossa a Modena ed in Emilia Romagna, appare sconcertante come chi ci amministra non sia mai riuscito ad attuare misure per fare il proprio lavoro. Vuoi dire che sia sempre colpa di Roma? Forse, è il caso che i nostri politici facciano due passi indietro e gli emiliano romagnoli due in avanti, nel prendere in mano le proprie sorti, perché chi ne è affidatario oggi è tutto fuorché meritevole, per capacità mentali e gestionali.
Modena, Bologna e l’Emilia Romagna tutta gode di prestigiose Università.
Eli Gold

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