La tragicomica vicenda del taglio indiscriminato e, pare, senza logica, di centinaia di alberi ad alto fusto ai margini della Cassa di espansione del Secchia di cui in Comune a Modena pare che nessuno sapesse niente perché nessuno li aveva informati, ricorda la nota battuta di quando ‘si chiude la stalla quando i buoi sono scappati’. Alludendo al fatto che sono stati prima gli articoli e le immagini su questa testata già dalla prima decade di agosto, e poi gli ambientalisti volontari, e non il sindaco, l’assessore ai lavori pubblici, a quello del verde, i funzionari municipali pagati per questo, a fare questo.
E ora che centinaia di alberi fanno triste mostra di se stessi ai bordi della Cassa di espansione, il sindaco fa sapere di avere convocato i dirigenti di Aipo (l’Ente preposto) per essere informato sul grave fatto, mentre dal canto suo l’assessore ai lavori pubblici si straccia le vesti comunicando, attraverso il suo ufficio stampa, che il Comune è attento e vigile controllore della sicurezza e della salvaguardia del territorio e, bontà sua, nel rispetto delle leggi.
Argomentazioni e scuse che paiono banali e scontate da parte degli amministratori pubblici e dei funzionari pagati col denaro dei cittadini appunto per svolgere queste funzioni, a differenza degli ambientalisti che la loro encomiabile e preziosa attività di controllo e di vigilanza del territorio la svolgono gratuitamente, di sabato e domenica e dopo le loro quotidiane attività professionali.
Una superficialità e una noncuranza di quanto avviene nel settore nevralgico della salvaguardia del territorio e della cura del verde che contrasta coi solenni impegni e coi proclami ascoltati nel corso della recente campagna elettorale per le elezioni amministrative.
Cesare Pradella
Stop al taglio degli alberi sul Secchia: ma i buoi ormai...
Una superficialità e una noncuranza di quanto avviene nel settore nevralgico della salvaguardia del territorio e cura del verde che contrasta con le promesse
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