E’ presto per dire se porterà i risultati sperati, ma certamente Muzzarelli con il suo avviso pubblico che ‘taglia’ le nuove case ha dimostrato di conoscere le regole della politica. O almeno della politica classica, quella pre-rottamazione e pre-grillini, quella pre-Facebook e pre-troll. La politica di razza insomma, un po’ datata ma comunque bella da vedere. Apprezzabile un po’ come un’auto d’epoca o la rovesciata impeccabile di una vecchia gloria del calcio. Insomma non è detto che si arrivi primi o si vinca la partita così ma l’applauso e’ doveroso. Muzzarelli noto a grandi e piccini per il suo afflato cementificatore è riuscito a vendersi come ambientalista. E c’e’ riuscito sfruttando non il plauso degli ambientalisti veri, non la Filippi per intenderci, le cui esigenze sono insoddisfabili, ma sfruttando la critica dei suoi ex amici costruttori. Per rifarsi una verginità green il sindaco ha infatti deciso di attirare su di se’ gli insulti (non importa quanto comandati) dei suoi storici sostenitori provenienti dal mondo della edilizia.
Una mossa del cavallo che ha consentito al sindaco - anche ieri sera - di sbattere i pugni sul tavolo e di usare quelle accuse contro gli ambientalisti pasdaran. Sfrutterà in tutti i modi questa mossa il primo cittadino e già si annuncia infatti un numero speciale del mensile comunale su questa urbanistica verde.
Oh sia chiaro, in pratica - come sempre nelle mosse politiche - cambierà poco. Quella cambiale che i costruttori avevano in mano era scaduta da tempo. Nelle zone F anche i bambini e quei fenomeni della Bper avevano capito che non si sarebbe costruito, ma Muzzarelli lo ha messo nero su bianco. Ha stracciato una cambiale senza valore, se non un valore virtuale per le aziende che davanti alle banche finora potevano mettere a garanzia terreni potenzialmente edificabili. Un bluff noto a tutti ma in un mondo di economia virtuale comunque utile. Muzzarelli ha di fatto tagliato un palazzo che non esisteva, ma il significato simbolico di strappare quella cambiale, praticamente inutile, servirà (forse) a consentirgli altri 5 anni alla guida di Modena. Sempre che qualcosa delle vecchie regole della politica valga ancora.
E intanto l’opposizione modenese, completamente a digiuno di cultura politica tradizionale, non ha imparato neppure i riferimenti del new deal rottamator-social-grillino. E allora a queste condizioni, giocando di esperienza, chissà che la vecchia auto d’epoca non possa vincere di nuovo il suo, ultimo, gran Premio.
Leo


